Asl Chieti: tutte le magie del mago Maresca

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Asl Chieti: tutte le magie del mago Maresca
CHIETI. Accorpa qui, riduci lì, chiudi alcuni reparti ad Ortona e a Guardiagrele, sposta gli Infermieri a Chieti. Saltano i contratti in scadenza e vanno via anche gli Operatori socio sanitari volontari di Regina Pacis: solo al Pronto Soccorso ce ne sono 6, ma nel SS. Annunziata sono decine (sembra che il Governo non abbia rifinanziato il progetto, pur valido). Vengono richiamati in servizio anche i pensionati...? (Nella foto l'illustre "pensionato": Rocco Salini) POPOLI: L’ESTERNALIZZAZIONE DELL’ASSISTENZA DOMICILIARE
Alla Asl di Chieti, ma forse anche altrove, il manager Mario Maresca sembra più il mago Silvan o l'illusionista Houdini capace di divincolarsi da catene strettissime o di fare a pezzi qualunque essere umano per poi ricomporlo… ma qui si tratta dell'organizzazione della sanità nella Asl di Chieti.
Così ogni giorno deve inventarne una nuova, qualche magia che faccia apparire Medici o Infermieri dove non ci sono.
L'ultimo coniglio pescato nel cilindro riguarda i 51 Infermieri recuperati per Chieti chiudendo a Ortona il punto nascita e la Pediatria e trasferendo la Traumatologia al SS. Annunziata.
A Ortona però resta il Day surgery aziendale e vengono trasferite la Ginecologia e l'Ortopedia programmate.
Cioè si nasce a Chieti, le cure ginecologiche o gli interventi programmati si fanno ad Ortona, così come gli interventi all'anca o al ginocchio, mentre le fratture si curano a Chieti.
Analogo gioco di prestigio a Guardiagrele: chiude il Day surgery, la Geriatria viene trasferita a Chieti, mentre arrivano la Lungodegenza (sia dal SS. Annunziata che dal Bernabeo di Ortona), la Riabilitazione e l'Ospedale di comunità (quello dei Medici di base).
E Chieti? Diventa il punto unico di risposta all'emergenza-urgenza di tutta la Asl. Il Manager Maresca lo ha comunicato ai Primari con una lettera riservata, immediatamente successiva al terremoto giudiziario di metà luglio.
Si legge con chiarezza che, mancando gli interlocutori istituzionali (Presidente della Regione e Assessore alla Sanità), per il Manager la «madre ispiratrice di ogni azione di razionalizzazione è il tetto di spesa del personale: dunque nessuna assunzione né a tempo definito né a tempo indeterminato».
Poiché il Piano di risanamento non ha liberato risorse sufficienti ad operare tranquillamente e poiché è stato superato il tetto di spesa per il personale, scrive il Manager, questa «Direzione generale non può chiudere Ospedali, ma può ridurre qualsiasi unità operativa che la Legge regionale definisce nel numero massimo per assicurare al cittadino una risposta sanitaria anche se non in più sedi».
Il tutto perché non si può assumere nessuno.
Come noto, la situazione dell'organico della Asl di Chieti è stata bloccata dalla Finanziaria al personale in servizio nel 2004, quando la sciagurata politica di Luigi Conga, il manager precedente, fece perdere circa mille posti in organico: invece di bandire i concorsi, infatti, si preferì creare il precariato, costringendo la spesa successiva per il personale ad essere riferita a quella storica dei dipendenti in organico nel 2004.
E così oggi si fanno i salti mortali e le magie per assicurare un minimo di servizio “in sicurezza”.
O richiamando in servizio… i pensionati (ieri nei corridoi è stato visto Rocco Salini, già direttore sanitario dell'Ospedale) o con effetti anche surreali.
Chieti non ha la Psichiatria e così, di notte o nei festivi, i malati di mente in crisi viaggiano come pacchi. E' capitato che un malato di Guardiagrele sia stato portato al Pronto soccorso di Chieti. Qui hanno chiamato il Medico reperibile da Ortona, il quale, dopo la visita, lo ha ricoverato alla Psichiatria di Guardiagrele.
Che magie, peccato che i trucchi si vedano tutti.
Sebastiano Calella 29/07/2008 9.14
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POPOLI: L'ESTERNALIZZAZIONE DELL'ASSISTENZA DOMICILIARE

POPOLI. «L'ospedale di Popoli, oramai, é costantemente a rischio di sopravvivenza. Infatti, mentre da un lato si fa molta fatica nel rinnovare i contratti dei precari per mancanza di risorse finanziarie, dall'altro, si esternalizza l'Adi (assistenza domiciliare integrata) ad una cooperativa di Roma».
Lo rende noto il consigliere provinciale di Alleanza Nazionale, Mario Giuseppe Lattanzio, intervenendo nel denunciare l'ennesimo «colpo mortale inferto all'assistenza sanitaria popolese e dei paesi limitrofi».
Il provvedimento adottato farebbe lievitare fortemente la spesa sanitaria regionale, «anche se per adesso, interessa solo le strutture di Popoli e Scafa. Inoltre, se non bastasse, si cancella tout court il servizio infermieristico del Presidio sanitario di Popoli e, ciò, senza una ragione veramente valida».
Il consigliere provinciale di An conclude affermando che «non sono i cittadini che devono pagare le malefatte di un'amministrazione sanitaria regionale di centrosinistra che si è rivelata incapace e poco 'ortodossa' nel ‘modus operandi'. Infatti nonostante le ultime, tristi e famose ‘vicissitudini regionali', in Abruzzo, si continua a negare il diritto sacrosanto di ogni cittadino italiano di poter usufruire di una assistenza sanitaria regionale di buon livello».
29/07/2008 13.59