Discariche di Bussi: il governo prenota la bonifica, la Montedison va ko

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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BUSSI. Ieri è stata una buona giornata sul fronte della bonifica delle aree inquinate a Bussi e Piano d’Orta. Proprio nel giorno in cui la Gazzetta Ufficiale pubblicava il decreto che istituisce il Sito di Bonifiche Nazionale (il n.56 per il nostro paese) il Tar del Lazio rigettava la richiesta di sospensiva presentata dalla Montedison contro gli atti ingiuntivi del Commissario Goio per la messa in sicurezza d’emergenza delle aree occupate dalle discariche.
«Finalmente un problema di così grave rilevanza per l'Abruzzo è stato preso in considerazione dal ministro all'Ambiente, Prestigiacomo», ha commentato l'onorevole Pelino (Pdl), «proprio per questo esprimo apprezzamento e riconoscenza per il ministro che ha saputo cogliere la gravità della situazione».
La parlamentare abruzzese già nella scorsa legislatura aveva presentato un'apposita interrogazione nel mese di novembre 2007 e aveva sottoscritto anche una risoluzione in commissione Ambiente della Camera mirati a sensibilizzare il Governo agli urgenti interventi per scongiurare il disastro ambientale a reperire i finanziamenti e ad acclarare le eventuali responsabilità sull'accaduto ai fini risarcitori per la tutela della collettività. In detti atti era stata richiesta l'emissione di tale Decreto. Ora si attendono concrete misure per garantire tutti gli interventi necessari non approntati dal precedente Governo.
Il sindaco di Bussi, Marcello Chella, e l'assessore Tonino Bucci, hanno espresso soddisfazione.
«Ci si augura comunque che», ha detto Chella, «una volta effettuati tutti gli esami, ci sia l'ok da parte del Ministero per un abbassamento della perimetrazione che, ad oggi, lambisce il centro abitato di Bussi, ovvero una zona da sempre a vocazione agricola che storicamente non è mai stata coinvolta in alcuna attività industriale. Qualora gli esami in corso dovessero dare esito negativo circa la presenza di agenti inquinanti, la zona in questione potrebbe essere svincolata dalla perimetrazione per essere destinata, ad esempio, ad un insediamento floro vivaistico».
Il vice sindaco Di Berardino invece si augura che dopo l'esito dell'udienza di ieri davanti al Tar Lazio nella quale «non si è deciso sulla sospensiva optando per una “riunione al merito con udienza da fissarsi a seguito di deposito di istanza di prelievo”, la Montedison receda a più miti consigli e si attenga a quanto ordinato dal Commissario Goio nell'ordinanza impugnata, in modo da attivarsi da subito almeno per la messa in sicurezza dell'area».
«Nel buio del disastro finalmente possiamo vedere un barlume di luce, una speranza, quella della completa bonifica di uno dei siti più inquinati d'Europa», dichiara l'avvocato Fabio De Massis, vicepresidente regionale del WWF, «queste due decisioni offrono allo Stato e agli enti locali gli strumenti per garantire ai cittadini l'avvio degli interventi utili a trovare una soluzione ai veleni dell'area, sia quelli sotterrati a Bussi sia quelli del sito industriale dismesso di Piano d'Orta. I dati drammatici raccolti in questi anni dalla Magistratura e dal Corpo Forestale dello Stato, con il supporto dell'ARTA, sono il punto da cui partire per un percorso di disinquinamento che deve durare il meno possibile. Infatti, per gran parte del sito esiste già una caratterizzazione degli inquinanti presenti e questo facilita il lavoro che deve portare alla definitiva bonifica. Ora si tratta di completare velocemente la caratterizzazione per le aree ancora non indagate e, nel frattempo, di mettere in sicurezza le aree inquinate scoperte a Bussi che ad ogni pioggia riversano in falda e nei Fiumi Tirino e Pescara pericolosissime sostanze. Gli Enti coinvolti, insieme ad associazioni e cittadini, dovranno redigere e attuare un progetto di bonifica definitiva il più condiviso possibile. Per far ciò è assolutamente necessario coinvolgere le migliori intelligenze italiane ed europee sul tema delle bonifiche, confrontandosi con le comunità che hanno dovuto già affrontare problemi così rilevanti. Infine è assolutamente necessario proseguire con l'indagine epidemiologica che dovrà chiarire l'impatto sanitario sulla popolazione».

Per il WWF per diradare dubbi e incertezze che ancora esistono sul percorso di risanamento dell'area si tratta ora di:
-bocciare il progetto di insediamento della ORIM che vorrebbe installare nell'area un impianto per il trattamento di decine di migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi provenienti dai petrolchimici e dalle industrie chimiche di tutta Italia;
-dimostrare che l'Abruzzo sa affrontare problemi di questa portata traendo insegnamento dagli errori compiuti finora nella procedura di bonifica in corso da 5 anni nell'altro sito di bonifiche nazionali presente in Abruzzo, quello del Saline-Alento, dotandosi di strutture adeguate finanziariamente e scientificamente.

25/07/2008 17.36