La Forestale punta sul Saline: dopo i veleni parte l’inchiesta

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. Una brutta notizia per i residenti di Montesilvano e per i turisti appena sbarcati. Venerdì scorso il Comune ha imposto il "divieto temporaneo di balneazione" dalla foce del Saline verso sud, fino a via Finlandia. Il divieto sarebbe già sparito.
Qualche giorno prima aveva fatto un sopralluogo il personale dell'Arta.
Era stato avvistato con provette e campioncini. Nemmeno due giorni dopo è scattato il divieto.
Si tratterebbe di «mancanza di parametri di balneabilità» e si prevedono nuove analisi anche questa settimana.
Intanto sembra che il cartello sia già sparito.
Solo qualche giorno era scattato l'allarme del Wwf che parlava di sostanze altamente tossiche sono state trovate nel fiume che lambisce anche il territorio di Montesilvano.
Una inchiesta della forestale coordinata dal comandante Guido Conti, sarebbe partita per verificare la provenienza delle sostanze tossiche nel fiume Saline. Il sospetto è che vi siano scarichi diretti magari da parte di alcune aziende.
Si tratterebbe di una indagine fotocopia di quella già in corso da alcuni mesi sul fiume Pescara che avrebbe già individuato un sistema molto blando di controlli e autorizzazioni alle aziende, molte delle quali si troverebbero ad operare senza mai aver avuto i lnulla osta obbligatorio dell'Arta che monitora sul ciclo produttivo ed il livello di emissioni.
E intanto brutte notizie si sono aggiunte a brutte notizie: circa 250 tonnellate di materiali e fanghi di compostaggio sono stati sequestrati dal personale del Corpo forestale dello Stato nel corso di un blitz effettuato nell'impianto della Ecoest, un impianto di lavorazione dei fanghi che si trova nei pressi del depuratore.
Durante il controllo la Forestale ha fermato un camion pronto ad uscire ed ha sequestrato anche il contenuto del mezzo.
Il sequestro, avvenuto di iniziativa, e' stato convalidato dall'autorita' giudiziaria.
E' stata acquisita, poi, della documentazione.
Sul posto anche i tecnici dell'Arta che hanno effettuato dei prelievi.
In passato i cittadini si erano lamentati per gli odori provenienti dall'impianto.
La ragione del sequestro a questo punto appare logico: se è vero che nel fiume vi sono veleni, quegli stessi veleni potrebbero essere finiti anche nel depuratore e3 dunque nei fanghi che a loro volta sarebero tossici e dunque dovrebbero essere smaltiti con procedure speciali.

21/07/2008 8.23

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=16077]L'ALLARME DEL WWF[/url]