La proposta: «un unico punto nascita nella Asl di Chieti»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Migliorare la qualità dell'assistenza sanitaria garantita alle mamme e ai neonati nel momento più bello della vita: è l'obiettivo della Direzione generale dell'Azienda sanitaria locale di Chieti.
Per questo l'Asl ha accolto la sollecitazione dei medici del Dipartimento materno-infantile e ha avviato uno studio per la riorganizzazione delle attività e degli spazi tra gli ospedali di Chieti e di Ortona.
Proprio qualche giorno fa il Comitato del Dipartimento materno-infantile ha ribadito all'unanimità la proposta di centralizzare le nascite in un unico punto, nel Policlinico di Chieti, integrando le attività delle unità operative di Ostetricia e Ginecologia e di Neonatologia degli ospedali di Chieti e di Ortona. L'integrazione consentirà di migliorare l'assistenza alle puerpuere e ai neonati – potendo contare sul lavoro in sinergia di un maggior numero di medici, ostetriche e infermieri dedicati al punto nascita – e di rispettare in tal modo le indicazioni del Ministero della Salute e della normativa nazionale in materia, garantendo inoltre l'assistenza ostetrico-neonatologica 24 ore su 24.
Al tempo stesso, l'ipotesi sulla quale sta lavorando la direzione generale della Asl è di trasferire a Ortona l'attività ginecologica programmabile, continuando ad assicurare gli interventi urgenti nel Policlinico di Chieti.
La fattibilità del progetto sarà verificata nei dettagli nelle prossime settimane, valutando con attenzione anche gli spazi a disposizione delle neo-mamme e dei neonati. Lo scorso anno, su 2.200 parti avvenuti nella Asl di Chieti, 650 si sono registrati nell'Ospedale di Ortona. Si dovranno pertanto organizzare aree adeguate nel Policlinico teatino per ospitare le pazienti e i loro piccoli nel migliore dei modi.
Soprattutto, l'obiettivo della direzione generale è di creare direttamente sul territorio, nei distretti sanitari, nel rapporto con gli specialisti, una rete di assistenza ostetrica e perinatale che accompagni le gestanti verso il parto.
In questo quadro l'ospedale diventerebbe solo il punto finale di un percorso anche fisicamente piú vicino e comodo per le donne. Abbandonando, tra l'altro, una vecchia, inefficace e non piú sostenibile logica, che riduce tutta l'assistenza sanitaria solo al varcare la soglia di un ospedale.

12/07/2008 13.39