Anche la Corte d'appello boccia le pretese di Mammarosa

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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RAPINO. Rigettato il ricorso contro la decisione del Tribunale di Chieti di restituire i terreni della Majelletta al Comune.
Bisogna attendere ancora qualche giorno per conoscere le motivazioni con cui la Corte d'Appello di L'Aquila ha respinto il ricorso presentato dalla società Mammarosa, contro la decisione del Tribunale di Chieti che aveva intimato alla società di restituire al Comune di Rapino i terreni su cui insistono gli impianti scioviari.
La società di Guido Ferrara si vede confermata una sentenza che impone, oltre la restituzione dei terreni sgomberi da cose e persone, anche il pagamento, per affitti non corrisposti in passato, della somma di 252.00 euro, dai quali defalcare gli anticipi e il corrispettivo per il passaggio della proprietà dello chalet adibito a biglietteria e realizzato senza titolo sui terreni comunali.
«A nulla è servita la discesa in campo, a fianco dei legali della ditta, dell'avvocato nonché senatore Giovanni Legnini, firmatario del ricorso», commenta il sindaco di Rapino Rocco Micucci.
«Le ragioni del diritto», prosegue il primo cittadino, «che conosceremo a breve, facendo respingere il ricorso hanno comunque confermato che nessuna pretesa può essere accampata dalla società Mammarosa, in nome di un contratto che è oramai scaduto, e soprattutto che anche questa società, come già fanno gli altri operatori presenti sulla montagna, debba adeguarsi ai canoni fissati dal Comune».
Ora si può trattare per una soluzione definitiva che coinvolga oltre l'aspetto economico anche la programmazione dello sviluppo della stazione.
«Il Comune di Rapino», aggiunge Micucci, «intende essere protagonista delle scelte che riguarderanno il suo territorio, perciò non accetterà più soluzioni provvisorie in nome di contingenze che ora perdono la loro caratteristica di urgenza e provvisorietà».

11/07/2008 15.23