Asl Chieti, niente soldi, niente formazione

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1293

CHIETI. C'è tutto e di più nelle nove pagine del verbale redatto dalla Commissione paritetica della Formazione aziendale della Asl di Chieti: la prevenzione, le cure primarie su sistema informatico, l'appropriatezza delle prestazioni, le emergenze intraospedaliere, il rischio biologico e quello clinico, le cure domiciliari, l'uso dei farmaci e chi più ne ha più ne metta.
Perché la sanità non è solo la prestazione del Pronto soccorso, il ricovero ospedaliero o la visita del medico di base: è anche la formazione continua degli operatori sanitari. Ma non se ne farà niente. Non partiranno, dunque, i Piani formativi per lo sviluppo delle competenze professionali (li vogliono Regione e Manager Asl), quelli suggeriti dall'Agenzia regionale e le proposte formative dell'Ufficio strategico per la formazione: non ci sono né soldi né personale né regolamento attuativo.
L'Ufficio formazione della Asl teatina è al collasso, come già denunciato oltre un anno fa, la Formazione segna il passo, o meglio arretra nel senso che non si programma più nulla, e si va all'esaurimento delle iniziative programmate in passato.
E i corsi ECM, quelli dei crediti formativi obbligatori, previsti dal contratto di lavoro?
La Asl di Cheti non sarà in grado di garantirli per il 2008.
Forse salterà anche la trasformazione in definitivo dell'accreditamento provvisorio quale provider ECM, visto che la Asl non ha più i requisiti chiesti dal Ministero.
E' il bilancio drammatico della Formazione nella Asl di Chieti, così come si legge nel verbale dell'ultima riunione.
«In realtà – spiega Nino Esposito, Fials – queste cose le denunciamo da più di un anno. Ci siamo incontrati più volte, abbiamo fatto le nostre proposte, segnalando i punti che non ci piacciono del Piano della Direzione generale, ma stiamo ancora aspettando. E' tutto fermo e non per colpa del personale, che anzi chiede a gran voce di aggiornarsi e di collaborare alla realizzazione di una nuova sanità, senza dire che questo della formazione è un obbligo contrattuale».
Alle spalle del contrasto tra sindacati e Asl sembrano esserci aspetti economici e formali.
Il primo è che i sindacati aziendali contestano il ricorso a docenti esterni (vedi le agenzie formative) pagati profumatamente (al contrario del misero rimborso spese per i docenti interni), il secondo è che mentre la Asl vuole far partire le nuove tariffe dal 2007, i sindacati – ammesso che passi il progetto caldeggiato dalla Direzione generale – chiedono che il tutto parta dall'anno in corso, senza alcuna retroattività.
L'impressione è che, come suol dirsi, si predica bene e si razzola male: risparmi si, ma debbono essere gli altri a farli. Rivoluzione culturale degli addetti alla sanità, ma solo di quelli che lavorano in ospedale. Gli altri, i privati in prima linea, sono esclusi perché continuerebbero a “mungere” bene da mamma Asl.
«Lo abbiamo detto più volte a chiare lettere – continua Esposito – 750 euro agli esterni e 25,82 euro ai docenti interni ci sembra una follia. Così come pagarli dall'anno scorso, approvando oggi il Piano».
Ma la Commissione – si legge nel verbale - «viste le risorse disponibili, fermo restando il blocco delle attività formative» denuncia «il rischio di rivolgersi a Provider esterni o Enti o società di formazione esterni alla Asl».
Una specie di autogol, soprattutto in tempi di vacche magre.
Ci viene da pensare al solito giochetto: se la sanità pubblica non funziona, si ricorre a quella privata. Ma sicuramente il Manager ci spiegherà che non era questo il suo obiettivo. Al contrario lui vuole che la Asl funzioni e bene: lo va dicendo da oltre due anni.

Sebastiano Calella 11/07/2008 9.48