Il caso Dezio finisce in Parlamento. Pastore: «evitare che torni in Comune»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Guido Dezio, sarebbe pronto a rientrare a lavorare al Comune di Pescara. Il senatore di Forza Italia ha presentato una interrogazione ai ministri della Pubblica Amministrazione, dell’Interno e della Giustizia per fermare il tutto.
Lo scorso 24 giugno, dopo ben 42 giorni di arresti domiciliari, Guido Dezio, ex braccio destro del sindaco ed ex dirigente del Settore Patrimonio è stato giudicato dal tribunale della libertà non più in grado di inquinare le prove perché rimosso dal suo incarico da dirigente.
Per questo gli arresti domiciliari, nell'ambito dell'inchiesta che lo vede coinvolto per corruzione e tentata corruzione, sono stati revocati.
Adesso, secondo quanto si apprende dallo stesso Comune, Dezio starebbe per essere reintegrato nella funzione di dirigente, pur se ad altro servizio «privo di attività gestionale».
La legge probabilmente lo consentirebbe, forse non ragioni di opportunità. Sta di fatto che è di dominio pubblico che il primo cittadino, anche lui indagato proprio nella stessa indagine, abbia espresso solidarietà e vicinanza all'ex factotum e uomo fidato per moltissimi anni.
Dezio ha sempre negato su tutta la linea di aver preso soldi, così come D'Alfonso che secondo quanto hanno annunciato i suoi legali sarebbe pronto a fare chiarezza davanti al pm Gennaro Varone che lo accusa.
E probabilmente non deve meravigliare il fatto che lo stesso sindaco rivoglia Dezio nuovamente con sé nella “squadra” del Comune anche perché la legge prescrive sospensioni solo in caso di misure restrittive (arresti) e non sospensioni in attesa di sentenze o semplicemente in presenza di avvisi di garanzia.
Al senatore di Forza Italia, ormai Pdl, Andrea Pastore, l'idea non piace poi così tanto. Così oggi ha presentato una interrogazione parlamentare ai Ministri per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta, dell'Interno Roberto Maroni e della Giustizia Angelino Alfano.
Nell'interrogazione, Pastore, ripercorre la «velocissima carriera» di Dezio, sottolineando che la sua nomina dirigenziale è arrivata «in virtù di un concorso di cui risulta essere dubbia la regolarità» e per il quale lo stesso Dezio (nonché il sindaco D'Alfonso) ha ricevuto un avviso di garanzia.
Fra le altre cose, il senatore di centrodestra segnala al governo “amico” che Dezio «è stato capo della segreteria particolare del sindaco a sua volta indagato in numerose inchieste sul Comune per corruzione, abuso d'ufficio, illecito finanziamento ai partiti, concussione, truffa aggravata, falso ideologico e rivelazioni di segreti d'ufficio quest'ultimo proprio in relazione al concorso di Dezio. Tutte queste accuse hanno preconizzato la individuazione di un “sistema Pescara” di irregolarità e corruzione».
Pastore, nel sollecitare i Ministri, chiede, quindi, se «non ritengano d'intervenire, ognuno per quanto di propria competenza, affinché sia evitato il reintegro di Guido Dezio nella funzione di dirigente in assenza di una doverosa, completa e cristallina chiarezza sulle vicende contestategli , in particolare sulla legittimità della sua assunzione, considerate anche le ombre che avvolgono l'amministrazione comunale e lo sconcerto che domina l'opinione pubblica pescarese».

10/07/2008 13.48

DEL VECCHIO:«L'UNICO SISTEMA CHE CONOSCIAMO E' QUELLO DELLA BUONA AMMINISTRAZIONE»

«E' ripresa a pieno ritmo l'attività inquisitoria del senatore Andrea Pastore che si esprime oggi sul futuro professionale di Guido Dezio. Personalmente ci dispiace che abbia dovuto perdere tutti questi anni per mettere nero su bianco mozioni, interrogazioni ed interventi che non hanno sortito alcun risultato utile per la collettività locale e nazionale, di cui da lungo tempo è pur rappresentante».
E' copme al solito il consigliere Enzo Del Vecchio a rispondere a nome dell'amministrazione D'Alfonso.
«Ci dispiace», dice Del Vecchio, «perché avrebbe meglio potuto impiegare tutto questo tempo nello scrivere norme di legge e progetti costruttivi per il futuro della sua città, del suo territorio, del suo Paese, anche se, siamo certi che ora non gli mancherà occasione per dare soluzione alle tante angosce che lo assillano da anni. Sono altrettanto certo che in questo periodo il Governo nazionale sarà attento alle sollecitazioni che gli vengono dal Senatore Pastore ad intervenire legiferando con immediatezza, anche con l'utilizzo del decreto legge, per dare soluzione al problema che il Senatore ha proposto con la sua ennesima interrogazione. Allo stato attuale, per quanto riguarda il “sistema Pescara” paventato dal Senatore e fino a che la magistratura non avrà fatto il proprio corso e, quindi, giunti sia alla conclusione delle indagini e anche a quella di eventuali processi, di assodato c'è che rimane vivo e presente nella città un “sistema di amministrazione” che ha fatto dimenticare l'inoperosità e la conseguente mancanza di assunzione di responsabilità di cui il senatore Pastore è stato esponente autorevole».
«Sarebbe interessante conoscere», conclude Del Vecchio, «che cosa dice nelle aule parlamentari il senatore Pastore delle numerose vicende giudiziarie dei suoi compagni di coalizione e soprattutto del capo della sua coalizione che è ancora Silvio Berlusconi. Chissà se anche nei confronti delle questioni giudiziarie aperte del Presidente Berlusconi, conserva la stessa produttività di interrogazioni».

10/07/2008 19.25

PESCARA IN COMUNE:«IL SINDACO DEVE DIMETTERSI»

«Siamo ormai alla beffa, sembra di vivere in una storia paradossale kafkiana; il problema è che è tutto reale. Viviamo in una città che al momento ha un sindaco indagato, oltre per corruzione e finanziamento illecito ai partiti, per l'assunzione del suo braccio destro che è a sua volta indagato per concussione, ovvero reati commessi durante il suo operato».
L'attacco arriva anche dalla lista civica Pescara In Comune che bolla come scandaloso il fatto che il sindaco non abbia nessuna intenzione di dimettersi, «come il buon senso e la morale richiederebbero», e il suo stretto collaboratore, assunto con una procedura sulla cui regolarità sta indagando la magistratura, «sembrerebbe in procinto di essere reintegrato in servizio».
«Al peggio non c'è mai fine», dicono gli Amici di Beppe Grillo, «fatta salva la presunzione d'innocenza, non possiamo non sottolineare la linea etica che un buon politico, che ricordiamo essere esclusivamente un rappresentante del popolo, dovrebbe seguire. Dall'altra parte vediamo che a chiedere un intervento delle autorità politiche nazionali (ministri) sia stato un senatore eletto tra le fila di un partito guidato dal personaggio più discusso e controverso della storia recente d'Italia, un Capo di governo che utilizza il Parlamento per bloccare i suoi processi. Questo a dimostrazione che ci troviamo in una situazione di crisi politica che non ha colore, le persone sono assolutamente disorientate da questo bailame che è sempre più distante dalle reali esigenze della vita quotidiana di tutti noi, dalle problematiche economiche e sociali reali. L'Italia vive un'emergenza democratica, sia al livello nazionale che locale, la moralità non rientra nel vocabolario del bravo politico».

11/07/2008 8.13