Dipendenti "fantasma": carabinieri in Comune per controllare gli assenteisti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. Dieci carabinieri della compagnia di Montesilvano questa mattina hanno fatto visita a Palazzo di città per prendere le generalità dei dipendenti comunali. Quasi 3 ore di interviste nei vari uffici per "schedare" e verificare i lavoratori che erano sul posto di lavoro effettivamente.
Si è temuto per qualche attimo l'ennesima mega inchiesta al Comune di Montesilvano ma per il momento ufficialmente si parla solo di «controlli sui dipendenti» per verificare eventuali ipotesi di truffa allo Stato per cartellini vidimati per poi uscire a far la spesa, prendere il caffè o una comoda passeggiata.
Il controllo inaspettato pare abbia già dato qualche risultato "a sorpresa".
I 180 dipendenti di ruolo ed i 20 a tempo determinato sono stati fermati dai militari coordinati dal capitano Enzo Marinelli, e a tutti sono state chieste le generalità e nello stesso tempo sono stati controllati e annotati i dati relativi al singolo cartellino delle presenze e delle uscite.
Sembrerebbe che lo stesso Comune, per volere del primo cittadino Pasquale Cordoma, abbia avuto «strane percezioni» circa l'effettiva presenza dei propri dipendenti e per questo abbia chiesto al locale comando dei carabinieri una pronta verifica su tutti i lavoratori.
Si parlerebbe di dipendenti spesso assenti, "latitanti", ma ufficialmente presenti al lavoro, di "malattie" prolungate o spesso insorte in prossimità delle feste comandate per sfruttare un ponte più lungo.
Per il momento non sarebbe stata aperta alcuna inchiesta ed è presto per parlare di una consuetudine -oltre che scomoda- dalle gravi conseguenze visto che l'ipotesi che potrebbe essere mossa a quei dipendenti "fantasma" sarebbe quella di truffa aggravata.
Il controllo si è concluso da meno di un'ora ed è, dunque, presto per tirare le somme anche perché sono stati portati via alcuni documenti e bisognerà incrociare i dati reperiti oralmente dai militari con quelli relativi all'anagrafe di ogni dipendente con i dati riportati sul proprio cartellino.
L'ipotesi più grave, dunque, potrebbe essere il reato penale della truffa ma nel caso di irregolarità più lievi si potrebbe parlare anche di sanzioni disciplinari.
E' probabile che nei prossimi giorni, dopo aver elaborato e studiato tutti gli elementi raccolti oggi, i dipendenti possano essere ascoltati dai carabinieri per le verifiche del caso ed incrociare gli elementi in loro possesso con le versioni ufficiali fornite.

10/07/2008 12.11