Venezuela: sequestrato italiano originario di Pescara

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CARACAS. Un commerciante italiano originario di Pescara, ma residente in Venezuela, Armando Di Battista, di 79 anni, è stato sequestrato martedì scorso nel municipio di San Felipe da un gruppo di uomini armati che lo hanno portato via a forza da un magazzino di sua proprietà.
Un rapimento fulmineo: meno di 5 minuti per l'intera operazione.
Da quanto si è appreso, l'uomo era arrivato da poco nel locale dove sono stazionati vari macchinari della sua impresa di costruzioni quando sul posto sono giunti vari veicoli con a bordo uomini armati che hanno minacciato i presenti e realizzato il sequestro.
Nell'operazione due operai sono stati violentemente colpiti alla testa dai malviventi con il calcio di pistole. L'uomo è stato poi portato via a bordo di un'automobile ma non ci sarebbero testimoni oculari di questa seconda parte di rapimento.
Di Battista è allevatore e proprietario di alcune imprese, fra cui una di costruzioni a La Cuchilla, zona dove è avvenuto il sequestro. I media venezuelani indicano che la famiglia mantiene un atteggiamento molto riservato e non parla con i giornalisti.
La polizia ha avviato le indagini, ma per il momento il riserbo è totale. E' il settimo rapimento avvenuto quest'anno nello Stato di Yaracuy.
Secondo il Diario de Yaracuy, Di Battista avrebbe 79 anni, e sarebbe fra l'altro proprietario di Foto Roma, uno dei più noti negozi di materiale fotografico di San Felipe.
L' età avanzata dell'uomo è l'elemento che più preoccupa la famiglia.
Le autorità diplomatiche italiane in Venezuela e l'esperto antisequestri Giuseppe Scrima, in collegamento con l'unità di crisi della Farnesina, seguono da vicino la vicenda, mentre polizia e magistratura venezuelane hanno avviato, in assenza di una denuncia, indagini d'ufficio.
Oltre a Di Battista, non sono ancora stati rilasciati Giacomo Cunsolo, di Maracaibo, Luis Eduardo Lavieri, di Maracay, ed altri due di cui, per volere delle famiglie, non è stata resa nota l'identità.
Armando Di Battista - scrive il quotidiano "El Informador" - fa parte dello stesso gruppo famigliare che l'11 febbraio del 2004 perse due suoi componenti in un attentato all'uscita di un centro commerciale di Barquisemeto. In quella circostanza, furono raggiunti da colpi di arma da fuoco, mentre erano nella loro auto, Alejandro Isaac Zubillagae e Maria Elena Di Battista de Isaac, quest'ultima incinta di undici settimane.




10/07/2008 9.48