Cantagallo:«io ho pagato. Altri indagati continuano ad amministrare»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Cantagallo:«io ho pagato. Altri indagati continuano ad amministrare»
MONTESILVANO. La vigilia di Natale in carcere è stato il momento più difficile. Quando un rappresentate delle istituzioni, dopo l'arresto, gli ha sputato sulla macchina, il momento più umiliante.
Ieri l'ex sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo, arrestato per l'inchiesta Ciclone il 15 novembre del 2006 è andato in tv. Ospite della trasmissione "L'appetito vien parlando" di Paolo Minnucci su Atv7 ed ha ripercorso gli ultimi mesi di vita, dopo l'arresto.
E' la prima volta che l'ex sindaco decide pubblicamente di parlare e di raccontare la sua versione dei fatti e non sono mancate stoccate e bordate amare.
Da qualche mese tuttavia Cantagallo è tornato “visibile” e viene avvistato spesso tra Montesilvano e Pescara nei pressi dei palazzi che contano.
Eppure tutto questo tempo trascorso non è bastato per l'inizio del processo nel quale saranno presentate le prove delle accuse. Sarà un processo lungo e difficoltoso, ma Cantagallo la sua pena, dice, l'ha già scontata…
La sua vita, racconta, è cambiata, per forza di cose.
Ma pare che dalla sua parte abbia ancora la gente, i cittadini.
«Mi dicono "ci manchi"».
Ma adesso non pensa ad un ritorno in politica.
«Adesso devo solo difendermi da tutte le accuse che mi sono state mosse». La procura parla di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata.
Con lui 35 persone tra ex amministratori, dirigenti comunali e imprenditori. In moltissimi casi sono stati ritrovati i soldi delle tangenti ma la cosa più difficile sarà smontare il quadro che gli stessi indagati hanno contribuito a dipingere con i loro discorsi intercettati dagli inquirenti.
C'è poi il filone delicatissimo che riguarda la fuga di notizie ed il tentativo di fermare e delegittimare le indagini e chi le coordinava.
Ma lui, l'ex sindaco (“Re Sole” apostrofato dal gip De Ninis) è tranquillo e convinto che riuscirà a dipanare la matassa.
Sull'arresto che lo ha coinvolto non ha dubbi: «è stato un momento molto difficile».
All'alba del 15 novembre la polizia bussò alla porta della sua villa di Montesilvano. Da quel giorno il Ciclone ha sconquassato una città intera e a più di due anni deve ancora riprendersi.
«Passare dall'inaugurazione del monumento ai Caduti con la fascia da sindaco al carcere di San Donato è una cosa sconvolgente», ha detto ancora l'ex esponente della Margherita.
«E' stato un travaglio, una esperienza incredibile: due mesi in carcere e due ai domiciliari. Lì dentro la vita finisce. Il carcere ti uccide o ti rafforza. Io ho dovuto lottare e farlo per la mia famiglia».
Uno dei momento più drammatici, il primo cittadino non ha dubbi e lo ha detto con una stretta alla gola, è stato «quando ho incontrato mio figlio».
Ma sull'arresto è scettico: «soltanto chi non fa non può sbagliare», e ha sottolineato la differenza tra i politici che finiscono in cella, come lui («per la gente il carcere è già una condanna») e chi riceve solo un avviso di garanzia. Per le seconde la vita continua tranquillamente: «gli indagati continuano ad amministrare».
E ai suoi colleghi politici ha sempre detto: «è inutile che andate a pregare in chiesa se poi venite a far danni in Comune. Anche io vado in chiesa ma non serbo rancore a nessuno».
«Io in 11 anni di attività ho fatto degli errori», ha ammesso, «ma non quello che viene contestato nell'operazione Ciclone».
Sul suo futuro in politica non sa bene cosa rispondere: «questo mestiere ce l'ho nel sangue ma adesso è giusto che chiarisca i punti di questa inchiesta che mi coinvolge».
Ora si accontenta dell'affetto di quelli che, incontrandolo, gli dimostrano ancora la loro stima incondizionata e ha ammesso che c'è ancora qualcuno che gli chiede un posto di lavoro.
Un voto all'amministrazione Cordoma non lo da («è giusto che sia la gente a giudicare», dice) anche se ha ammesso che da quando è andato via «la città è in ginocchio».
Intanto l'ex sindaco aspetta trepidante il prossimo 22 ottobre, data dell'inizio del processo: «in quell'occasione spiegherò tutto».
Da quel giorno inevitabilmente il Ciclone ritornerà d'attualità.

a.l. 09/07/2008 8.54


[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/news2/article.php?storyid=186]TUTTO SULLE INDAGINI DEL CICLONE[/url]