La Sanità pescarese si ferma. E' il giorno della protesta

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Sciopero generale della sanità pescarese quest'oggi. Al centro della protesta ci saranno la garanzia dei livelli essenziali di assistenza, il rilancio e qualificazione della sanità pubblica, lo sviluppo della sanità sul territorio e, soprattutto, tutela e stabilizzazione del personale precario. SANITÀ: DEL TURCO AI PRECARI, «NON PERDERETE IL POSTO»


PESCARA. Sciopero generale della sanità pescarese quest'oggi. Al centro della protesta ci saranno la garanzia dei livelli essenziali di assistenza, il rilancio e qualificazione della sanità pubblica, lo sviluppo della sanità sul territorio e, soprattutto, tutela e stabilizzazione del personale precario.


SANITÀ: DEL TURCO AI PRECARI, «NON PERDERETE IL POSTO»

Musica a tutto volume, fischietti, trombe e anche una fisarmonica. Per far sentire la loro voce i
lavoratori della sanita' pubblica hanno usato tutti gli strumenti possibili, questa mattina, a piazza Alessandrini, nel corso della manifestazione di protesta promossa da Cgil, Cisl, Uil e Ugl in occasione dello sciopero generale provinciale.
Tante le bandiere che stanno sventolando in piazza, sotto la sede dell'assessorato regionale alla Sanita', e per ripararsi dal sole cocente i lavoratori si sono "armati" di ombrelli
rossi. I sindacalisti chiedono che riprenda il confronto tra le parti per rilanciare la sanita' locale, che e' sfiancata dal piano di risanamento, ha il personale ridotto all'osso e la qualita' del servizio e' arrivata a livelli non piu' accettabili. Nonostante questo - fanno notare - i ticket non sono stati aboliti e le tasse sono ancora elevate.
Il segretario regionale della Uil, Roberto Campo, presentando l'iniziativa, ha spiegato che i sindacati chiedono ad Asl, Regione e Governo «tagli intelligenti» ed una migliore riorganizzazione del sistema sanitario. Per il segretario provinciale della Cgil, Paolo Castellucci, il problema è nel piano di risanamento, che «si fonda esclusivamente su tasse e tagli al personale e non prende in considerazione altre voci più dispendiose».
Castellucci ha fatto presente che, nel 2007, nella Asl di Pescara è stato ridotto di 233 unità il personale ed, allo stesso tempo, è stato anche aumentato del 20% il lavoro straordinario, con conseguenze «insostenibili» per gli operatori sanitari in servizio.
La situazione sembra destinata a peggiorare, secondo le ipotesi dei sindacati, considerando che i circa 250 precari (a gennaio 2007 erano
700) che ancora operano all'interno della Asl rischiano, entro la fine dell'anno, di non essere riconfermati.

SANITA' ABRUZZESE AL COLLASSO

I dati forniti dal Ministero dell'Economia sul deficit della sanità abruzzese sono drammatici: 2.300 milioni di debiti al 31.12.2007, di cui 1.010 cartolarizzati, 800 coperti con risorse disponibili, dovuti ai fondi sbloccati dal piano di rientro, e 290 deficit da coprire, di cui il 90% circa riferiti ad un ulteriore buco del 2006. «Sono tutti», commenta la Cisl, «che confermano la delicatezza della situazione».
«Sembra scongiurato», tira un sospiro di sollievo il segretario Maurizio Spinta, «il pericolo di un nuovo aumento delle tasse, insopportabile per il potere d'acquisto dei salari e delle pensioni già fortemente erose nel loro potere d'acquisto e per l'economia abruzzese».
Il Commissariamento non sembra essere completamente evitato alla luce della recente decisione assunta dal Governo per il Lazio, che ha nominato il Presidente della Giunta Marrazzo a tale responsabilità.
Le alternative indicate alla nostra Regione per il ripiano del nuovo disavanzo (accensione mutuo, - allungamento della validità del piano di rientro dal 2009 al 2010; - prolungamento della cartolarizzazione), confermano che il debito debbano comunque pagarlo gli abruzzesi.

MASCIA: «CI SAREMO ANCHE NOI»

«Il Popolo della Libertà sarà presente allo sciopero generale della sanità pescarese, per sostenere la protesta di tutti quegli operatori, medici, infermieri, dipendenti che, dopo anni di precariato, stanno andando a casa», ha annunciato Albore Mascia, capogruppo del Pdl al Comune di Pescara.
«Manifesteremo al fianco dei sindacati – ha affermato il capogruppo Albore Mascia – per un'iniziativa che tra l'altro, forse per la prima volta nella storia, vedrà presenti tutte le sigle, ossia Cgil, Cisl, Uil e Ugl».
«Se la politica dei tagli indiscriminati proseguirà», ha aggiunto il consigliere d'opposizione, «presto si renderà necessario chiudere completamente interi reparti di un ospedale nuovo di zecca e alla fuga di cervelli».


08/07/2008 10.47
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SANITÀ: DEL TURCO AI PRECARI, «NON PERDERETE IL POSTO»


ABRUZZO. «Nessuno di voi perderà il posto di lavoro». Il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, ha rassicurato così i 38 dipendenti precari della Asl di Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro, giunti all'Aquila per sollecitare una stabilizzazione ambita ormai da undici anni.
«Tutto dipenderà dal risultato dell'incontro che avremo il prossimo
15 luglio col Governo nazionale», ha spiegato il presidente. «Se verranno valutate positivamente le azioni portate avanti dal nostro Piano di rientro sanitario, potremo aprire il discorso del graduale assorbimento dei precari».
Si tratterebbe quindi solo di aspettare, «sapendo però che noi stiamo studiando tutte le soluzioni possibili».
Rispondendo alla delegazione, ricevuta a palazzo Silone, che sottolineava la virtuosità della struttura sanitaria marsicana, il governatore ha ribadito che «il debito sanitario, spaventoso quello ereditato dalla passata legislatura, va considerato nella globalità dell'Abruzzo».
«Lo Stato - ha aggiunto Del Turco - non è più disposto pagare i nostri debiti, né è più tollerabile la politica del passato, quando nonostante il deficit si continuava ad assumere ed a confidare nella provvidenza».
Il presidente, dunque, ai timori espressi dai precari su una possibile revoca della legge sulla stabilizzazione ha risposto «che il provvedimento è sì sotto il tiro del Ministero, ma di certo non verrà toccato».
Per i precari della sanità dell'intera regione, non solo per quelli di Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro, sarà decisivo proprio l'incontro che il presidente Del Turco avrà con i vertici nazionali a metà mese.
Paventata anche l'ipotesi del commissariamento, così come già avvenuto alla Regione Lazio, che ovviamente cambierebbe le carte in tavola.
Del Turco si è detto, comunque, fiducioso sulle prospettive e si è impegnato a studiare soluzioni che per gradi consentano a tutti i precari di ottenere il posto fisso.
Il presidente ed i lavoratori hanno concordato un nuovo confronto, successivo a quello del 15, nel quale Del Turco riferirà gli esiti del summit romano valutando poi i possibili, conseguenti, scenari

08/07/2008 13.58