Convegni d'oro, 5 medici rinviati a giudizio per truffa

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Una truffa che avrebbe fruttato a cinque medici oltre 750 mila euro. Ieri il Gup Giovanni Cirillo ha deciso di rinviare a giudizio i responsabili che si proclamano innocenti.
Nella vicenda è rimasto invischiato G.C, professionista delle corsie ospedaliere e un passato da consigliere comunale. Negli anni scorsi aveva messo in piedi una associazione scientifica e la relativa società di Servizi che si occupava di organizzare corsi di aggiornamento per i professionisti del settore. La società, oggi, è ancora in piedi ed opera a Firenze.
In realtà, secondo le accuse della Procura di Teramo, dietro quell'entità in apparenza impeccabile e precisa, si nascondeva un giro d'affari esorbitante e non così chiaro.
Insieme al professionista ieri il Gup Cirillo ha rinviato a giudizio la moglie L.C., responsabile della società di servizi, L.M, la suocera che avrebbe ricoperto il ruolo di amministratrice della società per un periodo, E.C., figlio della coppia e G.D.G, un altro professionista originario di Avezzano.
In quattro devono rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, mentre la suocera è accusata solo di truffa.
L'inchiesta è partita nel 2004, quando le cause farmaceutiche che rimborsavano i corsi si sono accorti che le cifre erano state gonfiate. La fondazione e la società collegata avevano messo in piedi sette meeting per i professionisti più un'altra decina di corsi di aggiornamenti. Le multinazionali del farmaco, poi, come da accordi, versavano i soldi e con la formula dei rimborsi si accollava le spese di organizzazione e gestione.
Ma secondo le ricostruzioni della Procura, invece, larga parte dei rimborsi venivano intascati direttamente dai responsabili della società. Visionando i documenti contabili, infatti, è stato subito evidente che i circa 750 mila euro richiesti per la formazione erano in realtà sproporzionati in confronto a quanto era stato messo in piedi.
Il giochetto avrebbe funzionato per poco tempo, grazie all'intervento tempestivo della Guardia di Finanza. Ieri però gli imputati si sono dichiarati ancora una volta estranei a quanto ricostruito dalla Procura. Adesso sarà il processo ad accertare come siano andate veramente le cose.


08/07/2008 10.15