Omicidio al parco, continua la fuga del "killer dei 100 giorni"

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Omicidio al parco, continua la fuga del "killer dei 100 giorni"
 PESCARA. E' ancora in fuga l'ex camorrista Michele D'Agostino, di 53 anni - responsabile dell'omicidio di Mario Pagliari 64 anni, freddato con due colpi di pistola domenica pomeriggio nel parco di Villa de Riseis. Ieri il balneatore sarebbe diventato nonno: è nato infatti il figlio di suo figlio Alessandro.
Continuano senza novità le indagini della Polizia di Pescara per ritrovare il "killer dei 100 giorni", come è soprannominato D'Agostino.
Ricerche senza sosta perché si sa, l'uomo è pericoloso, armato e probabilmente non ha niente da perdere.
Un giallo anche la diffusione della sua foto. Secondo precise prescrizioni del dirigente della mobile Nicola Zupo l'identikit doveva rimanere segreto, la foto di "Khomeini", questo un altro soprannome, non doveva essere resa pubblica perché il bandito è spietato e un eventuale riconoscimento da parte dei cittadini potrebbe fare più danni che altro.
Ma poi la foto ha fatto il giro di mezza Italia attraverso giornali e tv e pare che al momento non siano giunte segnalazioni.
«Indossa una camicia azzurra, pantaloni corti verdi ed è pieno di tatuaggi», dicono gli agenti. E' trasandato, non ha un tetto dove dormire, si sarebbe allontanato a piedi, ma chissà dove.
Intanto però, la polizia sta battendo la pista delle possibili conoscenze dell'uomo, sui suoi rapporti con persone del posto che magari lo stanno coprendo.
Si indaga anche per stabilire se il pregiudicato avesse degli interessi a Pescara, visto che e' tornato qui per usufruire della licenza lavorativa.
L'attività di indagine si è concentrata anche in Campania, regione d'origine dell'uomo. Possibile che sia tornato lì, magari aiutato da qualche parente?
D'Agostino si trovava a Pescara dall'11 marzo scorso per questo lavoro "premio", valevole sino al 24 luglio, e ottenuto grazie ad un contratto a tempo determinato con la cooperativa di "La Cometa", che si occupa del parco De Riseis.
Insomma a giorni il suo compito di custode sarebbe terminata, tra 14 giorni probabilmente D'Agostino non sarebbe stato più lì. E anche questo particolare acuisce il dolore dei familiari della vittima che non riescono ancora a farsi una ragione di quello che è successo.
E se ieri la Caritas ha smentito che il pregiudicato usufruisse della mensa e del dormitorio («lo abbiamo cacciato perché non rispettava le
regole») anche la cooperativa "La Cometa" sostiene che l'uomo non lavorasse più con loro. Al Tg3 il titolare ha inoltre assicurato che il killer, che a loro non aveva mai dato alcun genere di problema, ormai da qualche tempo non era più un loro dipendente.
Ma come è possibile?
Il contratto di lavoro scadeva il 24 luglio.
Come mai l'uomo aveva scelto autonomamente di sollevarsi dall'incarico?
E come mai continuava a dormire nello spogliatoio del campetto da calcio senza autorizzazione?
Anche su questo la coop "La Cometa" non ha saputo dare risposte ma resta evidente il fatto che D'Agostino stava svolgendo comunque una pena residua affidato ai servizi sociali e, in teoria, non poteva decidere da solo, se e quando lavorare.

UNA VITA IN CARCERE

Fino al 20 gennaio scorso D'Agostino aveva scontato diverse pene a suo carico nel carcere di Castelfranco Emilia (Modena); dal 21 gennaio aveva ottenuto di scontare il resto della pena in una casa lavoro, sempre a Castelfranco, e vi sarebbe dovuto rimanere sino al 21 gennaio 2009.
L'uomo, considerato un killer della camorra, in passato e' stato anche condannato dal gip di Torino per diversi omicidi commessi in luoghi e in periodi diversi.
Dai 9 ai 15 gli omicidi che lo vedrebbero coinvolto e che dal '76 in poi lo hanno portato diverse volte dietro le sbarre. Nel 2005 era stato arrestato e poi condannato ad una pena superiore a cinque anni per delle rapine, commesse insieme ad altre persone, nel pescarese mentre era agli arresti domiciliari. Poi aveva fatto appello.

I MOTIVI

Sono ancora al vaglio degli inquirenti le due ipotesi degli investigatori sull'omicidio: una riguarda il timore da parte di D'Agostino di tornare in carcere se vi fossero state lamentele per il lavoro svolto nel parco; la seconda parla invece di controversie sulla nomina del nuovo presidente del circolo anziani di Villa de Riseis, alla quale Pagliari avrebbe preso parte, difendendo uno degli interessati.
Questa è la versione che sposa anche l'avvocato di famiglia Giuseppina D'Angelo. «L'uomo», ha raccontato il legale, «è intervenuto in difesa di un amico e la lite sarebbe legata alla nomina del nuovo presidente del circolo anziani che opera all'interno del parco». In più pare che tra i due ci fosse stata una discussione anche il giorno precedente.
Fatto sta che prima dell'omicidio l'ex camorrista e il balneatore sono stati visti discutere.
Poi dal pregiudicato sarebbe partita anche la minaccia: «guarda che ti sparo».
Pagliari lo ha sfidato: «dai sparami», non credendo che l'uomo avesse con se un'arma. E invece ce l'aveva. L'ha estratta dalla tasca e ha esploso il primo colpo all'anca. La vittima, ancora vigile gli ha
gridato: «ma sei pazzo? Mi hai sparato?», e poco dopo è partito un secondo colpo che lo ha raggiunto alla testa. Un colpo fatale. L'uomo si è accasciato al suolo e il suo carnefice si è allontanato a piedi tra la folla ma nessuno lo ha fermato.


IERI SAREBBE DIVENTATO NONNO

Per quanto riguarda Pagliari, ieri l'uomo sarebbe diventato nonno per la prima volta: è nato il primogenito del figlio Alessandro, chiamato in memoria del nonno con lo stesso nome di battesimo, Mario.
Il balneatore «ha dedicato la vita ai suoi tre figli e ora aspettava la nascita del nipotino», ha riferito ancora il legale. La famiglia e'
profondamente addolorata e auspica che fatti del genere non si ripetano piu'».
Oggi intanto si svolgerà l'autopsia sul corpo dell'uomo per stabilire con precisione le cause del decesso.

Alessandra Lotti 08/07/2008 9.10