Vita da spiaggia, 30 ambulanti l'ora.«Si rispetti l'ordinanza comunale»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Nel giro di un'ora, da Pescara Portanuova a Pescara Centro, in qualsiasi stabilimento del tratto, un singolo bagnante viene disturbato da almeno 20-30 ambulanti.
«Non è più possibile sopportare un tale stato di cose», sostiene l'associazione Contribuenti.it che pensa ad un risarcimento per danno.
A Pescara, come in tante altre città balneari, può capitare di scorgere in spiaggia degli ambulanti intenti a proporre di tutto, dalle prestazione di servizio alla vendita di oggetti di chincaglieria o di abbigliamento.
In genere extracomunitari, si va dalle cinesine che propongono massaggi e tatuaggi, ai senegalesi che vendono cd, orologi, bermuda e quant'altro.
«Attenzione ai massaggi sulle spiagge, assolutamente da evitare- sottolinea Donato Fioriti direttore per l'Abruzzo di Associazione Contribuenti Italiani "Contribuenti.it".
«I massaggiatori abusivi non hanno alcun riconoscimento professionale per la loro prestazione e possono essere di grave danno per la nostra salute, come ripetuto in più occasioni anche dalla Società Italiana di Ortopedia. Tra l'altro, la pratica della massoterapia –prosegue Fioriti- richiede sempre la prescrizione medica».

Proprio in relazione a questi ed altri aspetti, l' ufficio legale –anticipa Fioriti- «sta valutando il da farsi per agire nelle apposite sedi. La polizia urbana, così solerte nel comminare le multe ad ogni pié sospinto- si chiede ancora Fioriti- che fa? E la capitaneria di porto, che alle volte fa delle capatine sull'arenile per multare chi gioca a racchettoni o a palla, perché non sanziona anche chi commercia "contra legem" sotto gli ombrelloni?» Fioriti si appella, in ultima istanza stragiudiziale, al primo cittadino, affinché l'ordinanza sia fatta rispettare, «si recuperi un'immagine turistica e si restituisca tranquillità ai villeggianti, pescaresi e non».


07/07/2008 10.42