Cordoma: «non è vero che il Comune non è attento al Saline»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. Dopo le dichiarazioni del WWF sullo stato di emergenza del fiume Saline il sindaco Pasquale Cordoma smentisce le accuse di immobilismo e inadempienza riguardo alle procedure di salvaguardia.
In più, il primo cittadino, sottolinea che il Comune, insieme all'Associazione Ambiente è Vita, hanno seguito con attenzione la situazione disastrosa del fiume.
«L'amministrazione Comunale si è adoperata per sbloccare una serie di finanziamenti, già bloccati dal Ministero competente per inadempienze della precedente Giunta comunale, al fine di riqualificare e restituire alla città e ai suoi cittadini, il tratto finale del Fiume Saline trasformato in un parco fluviale. Naturalmente questi interventi saranno possibili solo successivamente al completamento del Piano della caratterizzazione ai sensi del Decreto legislativo
152/2006 e alla successive operazioni di bonifica e monitoraggio», ha spiegato Cordoma.
Ma secondo Cristian Odoardi, consigliere di Rifondazione Comunista, «il parco fluviale non riesce a decollare. Che tipo di oasi ecologica può essere un parco inquinato? ».

«PRENDETEVI LE VOSTRE RESPONSABILITA'»

Sempre secondo Odoardi in questa tragica situazione «è il caso di non pensare ad assolvere la propria immagine ma risolvere la situazione affrontando il problema ognuno assumendo le proprie responsabilità e trovando soluzioni concrete».
Ma per ora la bonifica del fiume Saline e la sua messa in sicurezza non sembrano essere una priorità infatti, giorni fa, in un incontro pubblico il Partito Democratico ha esposto il progetto complessivo finanziato dalla Provincia e dal Cipe (20 mln di euro in totale) che riguarderà anche la realizzazione di tre ponti sul Saline, per lo smaltimento del traffico nella zona Vestina.
Il progetto ha lasciato perplesse non poche delle persone presenti che hanno ritenuto questa operazione tardiva e una «politica del pannicello caldo», e nemmeno così risolutoria in termini di inquinamento, visto che, secondo alcuni cittadini, delocalizzare il traffico non significa eliminare polveri e smog ma semplicemente spostarle.
«E' un progetto che può valere molto se seguito da atti concreti. Si deve dimostrare che non è un'operazione di facciata rispetto ai sei mesi che ci separano dalle elezioni provinciali», ha detto ancora Odoardi fortemente preoccupato anche per la realizzazione della filovia sulla Strada Parco, che i cittadini hanno già dimostrato di non volere.

Antonella Graziani 05/07/2008 9.16