Marsica, servizi postali al collasso. Pezzopane scrive al ministro Scajola

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MARSICA. E’ stata spedita dalla presidente della Provincia dell’Aquila una lettera aperta al ministro delle comunicazioni Scajola sui disservizi postali.



La situazione si ripete ormai tutti gli anni. La stagione estiva porta un flusso di turisti maggiore nei borghi aquilani e il territorio rischia di rimanere paralizzato e di non riuscire a far fronte alla richiesta di servizi efficienti.
In molte zone della Marsica, ma più in generale nell'intera provincia dell'Aquila, gli abitanti dei comuni di montagna sono costretti a subire da anni continui disservizi.
«Molti uffici postali», si legge nella lettera della Pezzopane, «ritenuti ingiustamente minori o periferici, aprono a singhiozzo, solo alcuni giorni della settimana. Orari e personale sono ridotti».
I disagi sono forti «ma la situazione diventa incandescente addirittura nei mesi estivi», continua la presidente, «quando la popolazione aumenta, in alcuni comuni raddoppia, e i servizi dovrebbero essere potenziati».
Lo scenario che si sta delineando in alcuni comuni, secondo Pezzopane, sarebbe «solo la punta di un iceberg. In tutta la nostra provincia siamo in una fase di pre-allarme rosso e se non ci saranno segnali positivi e tangibili di un'inversione di rotta, si rischia il collasso».
Le reiterate richieste di incontro con la Direzione nazionale e regionale di Poste Italiane, per sollecitare l'azienda a mantener fede agli impegni sottoscritti nei mesi precedenti, in cui si acconsentiva a trovare una soluzione di compromesso tra le esigenze aziendali e il sacrosanto diritto dei cittadini di poter contare su servizi adeguati, «sono rimaste lettera morta».
Per questo la presidente chiede al ministro «un intervento energico e deciso su Poste Italiane. Il governo che Lei rappresenta non può promettere servizi più efficienti e sciorinare azioni esemplari per migliorare i servizi pubblici e poi fallire al primo banco di prova
I cittadini della nostra provincia e i residenti dei comuni montani non sono cittadini di serie B. Hanno tutto il diritto di avere pari dignità e servizi efficienti».

04/07/2008 10.36