L'inchiesta va avanti, la Finanza staziona in Comune

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. Continuano le visite della Guardia di Finanza negli uffici dell'Urbanistica del Comune di Montesilvano: senza tregua i dipendenti che devono fornire il materiale richiesto e per questo un po' rallentano il lavoro quotidiano.
Questa mattina un finanziere si è seduto a tavolino a studiare la situazione dei Pue, Piani Urbanistici Esecutivi: tra controlli incrociati di pagamenti e oneri, prosegue l'indagine iniziata qualche settimana fa che non dà cenno di essere giunta al termine.
Le visite dei finanzieri ormai sono quotidiane e mirano ad accertare la situazione finanziaria delle imprese edili di tutta la provincia che hanno avuto rapporti con il Comune di Montesilvano.
Una nuova inchiesta, quindi, distinta e separata dal Ciclone che legava a doppio filo imprenditori e amministrazione comunale ma potrebbero esserci anche alcuni punti di contatto.
Negli uffici dell'Urbanistica il lavoro dei dipendenti prosegue lentamente e nessuno sa bene cosa ci faccia la finanza da quelle parti.
C'è la paura di un nuovo scossone ma anche la certezza che sarà difficile eguagliare la potenza del Ciclone e dell'inchiesta della squadra mobile di Pescara.
Il dirigente dell' ufficio questa mattina "aveva da fare", non ha voluto parlare…
Non c'è niente da dire o da commentare. Segno che pare ormai una cosa normale e di routine…
Le persone in fila per chiedere informazioni non si sono accorte di nulla.

Ma la finanza c'è, e ultimamente fa visite frequenti, si confonde con i dipendenti e controlla ciò che riguarda la situazione imprenditoriale di Montesilvano. Il fulcro sembrano essere gli oneri per la Bucalossi a carico dei privati costruttori, magari incrociando i dati del comune e quelli degli imprenditori potrebbero emergere incongruenze…
Casi di evasione probabilmente, ma nulla di ufficiale se non la certezza che le indagini continueranno ancora per molte settimane, fino a quando ogni singolo documento sarà passato al setaccio.
Rispetto alle inchieste precedenti, quando gli inquirenti facevano incetta di documenti lasciando gli uffici comunali praticamente vuoti (è accaduto per il Ciclone ma anche per indagini al Comune di Pescara) adesso si preferisce spulciare tra le carte, delibere e verbali sul posto, per portare via solo le informazioni essenziali.
La tranquillità, che da un pezzo ha abbandonato il Comune di Montesilvano, non sembra voler tornare in una città che fino a qualche anno fa era la patria del "non succede quasi niente" e che è poi diventata il centro di un'inchiesta che, probabilmente con le nuove intenzioni sulle intercettazioni del Governo Berlusconi, oggi non sarebbe mai esistita.

Antonella Graziani