Piano strategico per L'Aquila, «dinamismo» per il rilancio della città

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. Passa per obiettivi determinati, per la condivisione del percorso con tutte le forze cittadine, e per lo sviluppo di caratteristiche ben precise, quali quelle connesse al turismo, il successo del Piano strategico dell'Aquila. E' quanto è emerso nel corso del forum di lancio del Piano stesso, che si è tenuto stamani all'auditorium del Forte spagnolo.

Le linee della formazione del Piano – di cui la Giunta comunale ha già preso atto – sono state illustrate dal sindaco, Massimo Cialente, dal coordinatore, Sergio Pasanisi, e da Giuseppe Roma, componente del comitato scientifico del Piano strategico e direttore del Censis, la struttura che, unitamente a Ispredil e Asset, fa parte dell'associazione di imprese che si è aggiudicata la gara per l'assistenza tecnica finalizzata alla redazione dello strumento.
Il Piano strategico si propone l'obiettivo di disegnare L'Aquila del futuro, nel suo complesso, adeguando il territorio alle rinnovate esigenze del tessuto sociale e urbano e costituendo il riferimento di medio-lungo termine per le singole azioni dell'amministrazione comunale, con il fine di favorire la crescita del capoluogo e del circondario sotto l'aspetto economico, culturale, turistico, della mobilità e urbanistico.
Sergio Pasanisi si è soffermato sulle varie fasi che porteranno alla redazione del documento finale del Piano, che, secondo le intenzioni dell'amministrazione comunale, dovrebbe approdare in Consiglio comunale entro la fine di quest'anno.
E' venuto fuori che nel decennio 1996-2006 la popolazione del capoluogo è cresciuta del 7,8%, attestandosi sopra le 72.000 unità, mentre quella del comprensorio, insieme con la città, si è avvicinata ai 110mila abitanti ed è incrementata di una percentuale inferiore al 4% nello stesso periodo.
Tra il 2000 e il 2007, inoltre, si è assistito a un certo dinamismo nelle imprese, cresciute del 13%, una percentuale superiore alla media nazionale (il 7% circa). Tuttavia, L'Aquila, nonostante questo incremento, resta ancora in una posizione di sofferenza rispetto al resto d'Abruzzo, avendo 71 imprese ogni mille abitanti, contro le circa 100,4 della media regionale.
Il concetto di identità è stato ripreso dal direttore del Censis, Giuseppe Roma, del comitato scientifico del Piano strategico.
«L'Aquila non deve sentirsi un quartiere di Roma – ha affermato – e questo strumento deve rappresentare un orgoglio per i cittadini».
Oggi, inoltre, il capoluogo d'Abruzzo conta mediamente su 200mila presenze annue di visitatori. Deve adoperarsi per arrivare a 500mila entro il 2015. Come? «Bisogna promuovere ad ampio raggio eventi e strutture di spessore, che attraggano i turisti. Per esempio, perché non pensare a un museo scientifico del cosmo, che non esiste da nessun'altra parte in Italia?»

21/06/2008 12.33