Dopo 60 anni riabbraccia gli amici che lo salvarono dai nazisti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Dopo 60 anni riabbraccia gli amici che lo salvarono dai nazisti
CIVITELLA DEL TRONTO. La commovente storia del quasi novantenne ebreo americano Horst "Oreste" Stein, tornato ai piedi della Fortezza per ricordare la sua prigionia nel campo di Civitella.
E' tornato dopo oltre 60 anni, per rivedere e ringraziare quegli amici che durante la Seconda guerra mondiale gli evitarono la morte per mano dei nazisti.
Horst Stein, per tutti era "Oreste": ebreo americano di origini tedesche, oggi ha 88 anni.
Vive a Filadelfia ed è tornato in Abruzzo assieme alla moglie e ai due figli per rivedere i luoghi dove era stato internato ma soprattutto per riabbracciare gli amici di allora rimasti.
E' stato un incontro intriso di grande commozione quello tra Horst Stein e il sindaco di Civitella, Gaetano Luca Ronchi, che ha accolto la comitiva americana, il cui arrivo era stato anticipato da un contatto con il viceconsole italiano a New York, Maurizio Antonini.
L'ottantenne sopravvissuto, assieme a suo padre, fu protagonista di una lunga detenzione e di una rocambolesca fuga dal campo di internamento, aiutata dagli amici civitellesi che lo nascosero nei boschi sulle montagne circostanti.
Quella fuga e quel favoreggiamento degli abitanti di Civitella fu per Horst Stein decisivo per aver salva la sua vita e quella del padre.
Civitella nel periodo di occupazione nazista fu sede della più affollata area di confino di ebrei d'Abruzzo, con oltre un centinaio di prigionieri rinchiusi nell'edificio dell'attuale casa di riposo "Alessandrini" e nel Palazzo Scesi.
Oggi, a distanza di oltre 60 anni, Stein è tornato ed è riuscito anche a mettersi in contatto telefonico con un compagno di prigionia sopravvissuto anch'egli, che oggi vive a Roma.
«Per Civitella è stato un giorno importante – ha commentato il sindaco Gaetano Luca Ronchi - che ha permesso di esaltare il gesto eroico di un 'popolo', quello civitellese che ha rischiato la propria in cambio solo di un grazie e che non so quanti oggi sarebbero disposti a realizzare.
E' importante sottolineare che qui a Civitella, la solidarietà è sempre di casa».
Un ringraziamento ufficiale è giunto al sindaco Ronchi anche dal Consolato italiano a New York: «Grazie signor sindaco – ha scritto il viceconsole Antonimi – anche a nome del Console Generale, per l'attenzione data a questa visita, che ha dato lustro a Civitella del Tronto per le benemerite azioni dei concittadini durante la guerra».

21/06/2008 10.29