Corso Manthonè, gli esercenti in allarme: «a rischio occupazione ed indotto»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. «Siamo ridotti ad un'attività che non supera il 5-10% dell'ordinario. Molti di noi stanno ragionando sul rinnovo dei contratti di lavoro dei dipendenti». È il grido d'allarme che i gestori dei locali del centro storico hanno lanciato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa organizzata nella sede di Confesercenti Pescara.
Tornano sul piede di guerra gli esercenti di Pescara vecchia costretti a chiudere alle 2 per una ordinanza del sindaco (mentre gli stabilimenti chiuderanno alle 3) e a fare i conti con una indagine della procura di Pescara per emissioni rumorose eccessive durante la notte. Una indagine che ha portato il sequestro di una decina di locali ed ha aperto un fronte giudiziario di ricorsi. E poi c'è il problema dell'ordine pubblico e dei balordi -sempre più- che affollano il centro di ritrovo della città.
«Siamo a livelli di operatività drammaticamente scarsi», ha denunciato Mario Palumbo, titolare dello Strabacco su corso Manthoné, «e occorre trovare una soluzione. Non è un caso che gli unici due pescaresi conosciuti nel mondo, Flaiano e D'Annunzio, siano nati in quelle strade. Se vogliamo dare un futuro turistico a Pescara, bisogna ripartire dal centro storico. Torneremo a sederci al tavolo con le istituzioni, ma bisogna rendersi conto che la situazione sta precipitando».
«Non siamo un campo abusivo da sgomberare, ma imprenditori che hanno investito e che danno occupazione», ha sottolineato Maurizio Giordano dello Zenzero, «ma l'impressione è che si voglia proprio arrivare alla chiusura. Invece noi non chiediamo privilegi, ma gli stessi diritti che in altre zone vengono garantiti. E anzi siamo pronti noi stessi ad investire per il rilancio della zona».
Gli imprenditori sono tornati a chiedere nuovo arredo urbano, un impianto di illuminazione più moderno anche sotto la golena, un piano di marketing di alto livello.
«La ricchezza di Pescara Vecchia è proprio questa», ha continuato Giordano, «poter trovare diverse opzioni per ogni generazione. Se ne parla in tutta Italia, e dobbiamo difenderla e valorizzarla». Stessa lunghezza d'onda per Fabrizio Spada del Portonaccio di piazza Unione, che si chiede «come si possa parlare di accoglienza se alle 19 bisogna respingere un turista tedesco che vuole cenare all'aperto perché i tavolini non possono essere tirati fuori prima delle 20».
I gestori del centro storico tornano a chiedere un intervento chiaro nel quadrilatero.
«Occorre prevenire i casi di delinquenza con una presenza delle forze dell'ordine, di procedere alla pedonalizzazione e ad una nuova pavimentazione e pensare ad un piano di sviluppo organico», ha sottolineato Gianni Taucci, dirigente di Confesercenti: «qui non stiamo parlando di un fenomeno approssimativo, ma di un vero e proprio motore economico che si fonda su 70 imprese, un'occupazione di 400 lavoratori e un indotto che fra fornitori e servizi può arrivare a cifre consistenti. Oggi questo quadrilatero, a causa di un provvedimento che arriva proprio nel momento in cui invece le masse si riversano altrove, il fatturato sta precipitando e molti imprenditori stanno riflettendo sui livelli occupazionali. Noi vogliamo evitare che si arrivi a questo, e chiediamo alle istituzioni di ragionare insieme sul rilancio costruttivo e organico della zona. Il futuro turistico di Pescara si gioca anche sul suo centro storico».



20/06/2008 15.40