Teleco, scatta la cassa integrazione

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Nella riunione svoltasi a Pescara questa mattina, alla quale ha partecipato anche l'assessore regionale al Lavoro Betti Mura, il Cicas (Comitato di intervento per le crisi aziendali e di settore) ha affrontato il problema della Teleco Cavi, concedendo la cassa integrazione straordinaria in deroga, per un periodo di 26 settimane, ai 110 lavoratori dell'azienda di Roseto, fatte salve le verifiche di rito da parte della Direzione regionale del lavoro sull'accoglibilità dell'istanza.
È stata anche discussa la questione dei lavoratori del Parco Gran Sasso-Laga ed è stata accolta la proposta di un ulteriore mese di proroga della mobilità per i 18 ex Lsu già interessati al processo di stabilizzazione. Processo che si completerà entro il 15 luglio. Per i 12 che non vi rientrano, la proroga coprirà un ulteriore periodo di 6 mesi per consentire il loro riassorbimento nel mercato del lavoro.
Il Cicas ha infine prorogato di sei mesi la mobilità in deroga per gli ex Lsu della Val Vibrata che, da ieri, protestano con una rappresentanza di lavoratori davanti alla sede dell'ente anche per i ritardi nell'erogazione del sostegno al reddito. Dopo la decisione dei Cicas, il portavoce dei lavoratori Settimio Ferranti e gli altri manifestanti hanno sciolto il presidio.
«Siamo soddisfatti – dichiara l'assessore al Lavoro e alla Formazione Francesco Zoila – che il Cicas, nell'affrontare i vari problemi sul tavolo, abbia accolto le richieste da noi sostenute. Per quanto riguarda i 110 lavoratori della Teleco, in particolare, è ovvio che si tratta di una soluzione provvisoria nella speranza che l'azienda sia rilevata da nuovi imprenditori che riescano a ricollocare il personale nell'interesse dello sviluppo economico del territorio».
«Un risultato importante quello che abbiamo ottenuto – è il commento del presidente, Ernino D'Agostino -. Oggi tre situazioni controverse che riguardano il nostro territorio hanno trovato una soluzione significativa, offrendo una risposta concreta ed immediata ai problemi di un numero consistente di lavoratori. Questo è soltanto il primo passo, l'impegno che assumiamo è quello di continuare a lavorare per una soluzione definitiva dei casi ancora non risolti».

20/06/2008 15.18