Alberghi teramani in crisi:«tutta colpa dei tagli alla pubblicità della Regione»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Alberghi teramani in crisi:«tutta colpa dei tagli alla pubblicità della Regione»
TERAMO. Confindustria Alberghi di Teramo denuncia una «consistente flessione delle presenze turistiche negli alberghi della costa teramana». Estate che pare essere iniziata in salita e che forse preannuncia ad una stagione non floridissima. Ma ci sarebbero ragioni ben precise.
Da un'indagine effettuata dalla Sezione teramana su un campione di circa 35 alberghi operanti a Martinsicuro, Alba Adriatica e Tortoreto, è emerso che nel periodo compreso tra gli inizi di maggio e la metà del mese di giugno il calo delle prenotazioni rispetto all'anno scorso è stato in media del 30%, raggiungendo in alcuni casi la «preoccupante percentuale del 50%».
Un altro dato fa riflettere: «quest'anno», dicono dalla Confindustria, «nella prima settimana del mese di maggio, dunque nella fase di avvio della stagione, soltanto il 10% degli alberghi risultava in attività mentre l'anno scorso le strutture aperte rappresentavano il 40% del totale».
«Una flessione nelle presenze annunciata dagli albergatori aderenti alla Confindustria – sottolinea Giuseppe Vagnozzi, presidente di Confindustria Alberghi di Teramo – e collegata ai pesanti tagli che la giunta regionale ha operato sui fondi destinati alla promozione turistica per sanare l'ormai necrotico stato della nostra sanità pubblica. Adesso saranno i bilanci degli albergatori a dover essere sanati a causa dell'incolmabile voragine prodotta dal risultato di una campagna promozionale relativa al territorio abruzzese quasi inesistente».
Secondo Confindustria Alberghi era prevedibile, anche considerando la difficile congiuntura economica, che il mercato turistico subisse una flessione. Nonostante i ripetuti inviti a valutare con la dovuta attenzione tale previsione, gli appelli di Confindustria sono però rimasti “inascoltati”.
«Invece di andare alla ricerca di mercati alternativi o di promuovere il prodotto turistico esclusivo che il territorio ci offre - prosegue Vagnozzi -, abbiamo trovato una classe politica che apertamente ha dimostrato di non essere sensibile alle criticità del settore. A giugno, come se non bastasse, il maltempo ha aggravato la situazione assottigliando le prenotazioni cosiddette di bassa stagione. Quelle che gli operatori, grazie alla loro professionalità e allo spirito di accoglienza, sono riusciti a conservare nonostante tutto».

20/06/2008 11.16