Campari, spunta l’ipotesi Spumador

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SULMONA. Si arricchisce giorno dopo giorno di nuove ipotesi la vicenda senza fine della Campari. Oltre all’Arrigoni, infatti, tra le aziende interessate ad acquisire lo stabilimento di Sulmona di proprietà della Campari, ci sarebbe anche la Spumador spa.
Un interessamento quello della società comasca, controllata dalla Lehmann Brothers e da 120 anni sul mercato della produzione di bevande, già avanzato qualche mese fa e poi scemato. Ora, sembra tornata alla ribalta, insieme alla romana Arrigoni, diventando entrambe tra gli acquirenti più quotati per ridare speranze alle ex maestranze.
Resta decisamente prudente, però, la posizione dei sindacati sull'offerta presentata dalla Arrigoni, che si sarebbe impegnata a presentare entro martedì prossimo il piano industriale per il sito sulmonese.
Un freno che deriverebbe anche dall'analisi di massima fatta sui numeri del fatturato dell'azienda produttrice di succhi di frutta, che si attesterebbe di poco sopra il milione di euro, con la conseguenza di poter riassorbire solo poche unità.
Nel frattempo, continua il botta e risposta a colpi di comunicati tra Maurizio Scelli, sindacati e Gruppo Campari, in merito all'interessamento produttivo della Arrigoni, reso noto dal parlamentare, sullo stabilimento del centro peligno.
A parlare questa volta, è lo stesso Scelli che ha rimandato al mittente, nello specifico, le accuse del direttore delle risorse umane della Davide Campari, Massimo Pergolini, il quale aveva giudicato il suo intervento «inopportuno e deleterio» per il tavolo aperto delle trattative.
«Mi amareggia e delude molto – ha dichiarato il parlamentare del PdL-che la Campari abbia voluto considerare il mio interessamento alle sorti dell'azienda come quello di chi voglia sovrapporre soggetti o trattative ad altre già in corso. Il mio obiettivo- ha continuato- è solo quello di far recuperare ai dipendenti il loro posto di lavoro».
La scorsa settimana un rincorrersi confuso di notizie: prima la comunicazione, a margine dell'assemblea pubblica della Finmek per il prolungamento di un altro anno della cassa integrazione, sull'accordo praticamente già fatto tra la Arrigoni e il Gruppo Campari, che avrebbe previsto il riassorbimento graduale dei 75 dipendenti.
Poi, la smentita stizzita dei sindacati, secondo i quali sarebbero altri i soggetti seduti al tavolo delle trattative per la riacquisizione del sito; infine quella della proprietà, che in riferimento alle dichiarazioni di Scelli, aveva parlato di «notizie false e tendenziose» . Ora, in ultima battuta, la presa di posizione del parlamentare. Spettatori, come sempre, chi il lavoro lo ha perso, e aspetta risposte concrete.
A.D.G 20/06/2008 9.41