L’Aquila. Avvelenamenti di cani, scatta l’esposto della Lav

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

607

L’AQUILA. Nelle scorse settimane, le Guardie Zoofile della Lav di L’Aquila, guidate dal responsabile Paolo Migliaccio, a seguito di una segnalazione hanno trovato nei pressi della strada che collega Roio Colle e Genzano, i corpi senza vita di tre cani e di una capra priva di marche auricolari identificative.
Le Guardie Zoofile hanno consegnato al servizio veterinario dell'Asl alcuni brandelli di carne prelevati della capra e hanno chiesto il prelievo dei corpi degli animali per espletare le relative analisi necroscopiche e tossicologiche atte a verificare la presenza di sostanze velenose. I referti relativi alle prove tossicologiche sui cani e sugli organi interni della capra hanno messo in evidenza la presenza di pesticida “phorate”, in due cani e negli organi della capra.
«Per tali fatti le nostre Guardie hanno presentato una comunicazione di notizia di reato alla Procura della Repubblica di L'Aquila per i reati di uccisione di animali, getto di sostanze pericolose e uso di esche avvelenate» dichiara Ciro Troiano, responsabile nazionale delle Guardie Zoofile della Lav.
«La cosa, purtroppo», aggiunge, «non è un fatto isolato e attualmente siamo impegnati in indagini simili anche in provincia di Chieti, si tratta di una condotta criminale pericolosa e plurioffensiva che non deve essere sottovalutata».
Le Guardie Zoofile Lav del nucleo di L'Aquila sono impegnate nell'attività di vigilanza sul rispetto delle Leggi in difesa degli animali, della fauna selvatica, dell'ambiente e del patrimonio naturale e svolgono attività di prevenzione e repressione dei reati contro gli animali e l'ambiente, nei limiti previsti dalla legge.
«Disseminare bocconi avvelenati è illegale e oltre a costare la vita a un numero considerevole di animali, mette a repentaglio la salute pubblica, l'ecosistema e l'ambiente – dichiara Ilaria Innocenti del Settore nazionale cani e gatti LAV-. Le esche avvelenate danneggiano infatti seriamente l'ecosistema poiché non colpiscono solo la specie per la quale vengono approntate, ma tutti gli individui legati nella stessa catena alimentare. I micidiali preparati, oltre a uccidere moltissimi animali, rappresentano un rischio per l'uomo, in particolare per i bambini che, inconsapevoli del pericolo che si cela dentro le esche confezionate talvolta in maniera appetibile, potrebbero toccarle e poi portare le mani alla bocca».

19/06/2008 16.35