Protesta in corsia. Nursing up:«sarà decisivo l’incontro con Mazzocca»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2043

Protesta in corsia. Nursing up:«sarà decisivo l’incontro con Mazzocca»
CHIETI. Lo avevano preannunciato e lo hanno fatto: ieri all'Ospedale SS. Annunziata di Chieti è iniziato il lutto degli Infermieri per la morte della professione infermieristica (come si legge in un necrologio affisso nelle bacheche sindacali e sul timbra cartellino dell'ingresso).
L'iniziativa è di Nursing Up che ieri mattina prima ha distribuito un volantino con le ragioni della protesta e poi ha fatto il giro dei reparti per consegnare le polsiere di lutto.
«Nella Asl di Chieti», si legge nel volantino distribuito, «gli infermieri sono stati “sbattuti” in altri reparti a gestire pazienti con malattie che non hanno mai trattato e con apparecchiature del tutto sconosciute. Professionisti dell'assistenza costretti ad accettare il fare di un nuovo reparto senza il sapere specifico necessario. Quale tutela per il paziente? Per questo chiediamo scusa a chi, in un letto di ospedale, avrà un'assistenza che forse non sarà il massimo che merita. I Dirigenti Asl considerano il nostro codice come il manuale delle giovani marmotte, ignorando la sua importanza ai fini legali e le nostre responsabilità verso il cittadino che sta male, che soffre, che in quel letto si affida a chi lo assiste».
«Siamo stati accolti bene dai colleghi – spiega Romano Torto, responsabile aziendale del sindacato – perché tutta la categoria, al di là dell'appartenenza sindacale, non ha gradito gli accorpamenti così come sono stati realizzati. Sotto accusa è la scarsa considerazione della nostra professionalità da parte dei vertici Asl. Senza dire che anche la qualità dell'assistenza ne può risentire: con tutta la buona volontà di noi Infermieri, se per anni abbiamo lavorato su un macchinario o su un tipo di malattia, di colpo ci potremmo ritrovare a manovrare altre macchine o ad affrontare altre sintomatologie, il che si tradurrà inevitabilmente in una minore qualità del nostro lavoro».
La manifestazione porta in primo piano il problema degli organici ridotti della Asl, che si sta cercando di risolvere temporaneamente con la chiusura dei reparti e con gli accorpamenti, almeno per consentire le ferie ai dipendenti.
Ma è un provvedimento tampone, destinato a durare tre mesi, salvo complicazioni.
Perché proprio oggi, alla Regione, i sindacati incontreranno l'assessore Mazzocca per fare il punto sull'eventuale rientro in organico dei precari. Se salterà anche questa ipotesi, l'impressione è che il lutto non basterà più e che il problema, da fatto sindacale, diventerà problema di tutti i cittadini, visto che l'esito finale sarà la chiusura di molti servizi.

(s. c.)

COBAS:«SCONCERTO E MANIFESTAZIONE DI PROTESTA»

«Dopo la chiusura del San Camillo, e la crisi nel Presidio di Colle dell'Ara sarà la volta della chiusura definitiva dell'Ospedale di Guardiagrele?», si domandano le organizzazioni sindacali di base, «chi è la mente occulta che programma lo smantellamento della sanità pubblica e lo sperpero del denaro pubblico mentre le cliniche private incrementano le prestazioni ed i crediti verso la Asl e la Regione (+ 4% nell'ultimo anno)?»
Lo «sconcerto» nascerebbe inoltre –secondo i Cobas- «dal silenzio di Cgil, Cisl, Uil e Rsu che non hanno chiesto mai l'individuazione delle unità lavorative mancanti in pianta organica per ciascuna figura professionale nei vari Servizi, la dislocazione delle attuali unità esistenti compresi i “fuori posto” e “fuori turno”».
«Anzi addirittura i sindacati confederati» hanno spiegato i Cobas, «hanno disertato l'incontro che doveva tenersi il 29 maggio per discutere tali assurdi provvedimenti lasciando, di fatto, mano libera all'Azienda; la cosa più beffarda è che le stesse organizzazioni sindacali a Pescara indicono lo sciopero cittadino in vista della possibile chiusura di alcuni reparti (molti di meno che non a Chieti) dell'Ospedale Civile pescarese. Probabilmente gli interessi sono diversi da una città all'altra e non sono certamente quelli dei cittadini»
E Cub,Confederazione Cobas e SdL hanno indetto una mobilitazione nazionale per venerdì 20 giugno con presidi in tutte le Regioni. In Abruzzo la manifestazione si terrà a Chieti in Piazza Gian Battista Vico con inizio alle ore 17,00.
Tra le richieste dei sindacati vi sono gli aumenti per salari e pensioni di almeno 3.000 euro annui; introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi; eliminazione dell'Iva dai generi di prima necessità; difesa della pensione pubblica; eliminazione della clausola del silenzio assenso e possibilità per i sottoscrittori di uscire dai fondi pensione categoriali. Abolizione delle leggi Treu e della Legge 30.

19/06/2008 8.27