Ricatti e soldi per non falsare le aste, blitz in un bar di Giulianova

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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GIULIANOVA. Avrebbero falsato l'asta per la vendita all'incanto della casa se le vittime, padre e figlio della provincia teramana, non avessero sborsato immediatamente 10.000 euro, parte in contanti di medio taglio, parte in cambiali.


I malviventi avrebbero approfittato delle difficili condizioni finanziarie della famiglia che stava subendo appunto un'esecuzione immobiliare sulla propria dimora e che tra l'altro stavano cercando di ricomprare.
L'obiettivo per il nucleo familiare in difficoltà era quello di partecipare direttamente alla asta tentando di rientrare in possesso dell'abitazione.
Il giorno fissato era proprio oggi presso il Tribunale di Teramo.
Gli estorsori, persone apparentemente distinte e a modo, si erano presentate alle proprie vittime minacciandole di voler partecipare alla vendita all'incanto per far lievitare il prezzo dell'immobile sino alle stelle.
Con il pagamento dei 10 mila euro, invece si sarebbero ritirati.
Ma la coraggiosa famiglia non è stata al ricatto e ha deciso di rivolgersi alla Guardia di Finanza alla quale ha raccontato tutto.
Così, questa mattina in un bar di Giulianova Alta dove era stato fissato l'incontro con i propri estorsori, è scattata l'operazione "Thunder": ad attendere i malavitosi c'erano le due vittime, padre e figlio, con i soldi, ma anche i Finanzieri della Tenenza di Nereto e della Compagnia di Teramo.
Appena è avvenuto lo scambio del denaro e la firma delle cambiali i Finanzieri, fintisi fino a quel momento avventori del bar interessati all'esito della partita degli europei di ieri sera si sono presentati all'estorsore, B.R., di anni 59.
L'uomo, dopo un inutile tentativo di sottrarsi agli arresti e di giustificare quello scambio di denaro, è stato portato via in caserma a disposizione della Magistratura di Teramo che ha diretto le investigazioni.
Addosso al finto imprenditore lombardo sono state rinvenute le banconote e le cambiali, in precedenza accuratamente fotocopiate dai Finanzieri.
Ma le indagini della Guardia di Finanza non si sono concluse perché c'è il fondato sospetto che gli estorsori agissero in gruppo, ognuno con dei compiti ben precisi.
L'attività di indagine, tuttora in corso, ha - al momento - portato all'arresto in flagranza del capo dell'organizzazione e alla identificazione di altri soggetti.
La somma dell'estorsione (100 banconote da 50 € e 5 cambiali da 1.000,00 € ) è stata sequestrata in attesa di essere giustamente riconsegnata ai legittimi proprietari.
Allo stesso B.R. è stata, inoltre, sequestrata varia documentazione, altro contante pari a 1.200,00 €, 3 assegni bancari (3.000,00 € – 1.500,00 € - uno in bianco) e 3 matrici di assegni bancari, tutto materiale che sarà sottoposto al vaglio dell'autorità giudiziaria inquirente.
La Guardia di Finanza fa appello a chi fosse stato vittima di analoghi casi estorsivi di denunciare il crimine subito e rivalersi nei confronti dei propri estorsori.

18/06/2008 17.22