Ricatti hot. Oggi si decide per estradizione di Barretta. Le donne si dissociano

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Oggi la Corte di Appello dell'Aquila deciderà sulla estradizione di Ernano Barretta, l'uomo di Pescosansonesco arrestato dalla polizia di Pescara sabato scorso accusato di estorsione, truffa e riciclaggio. La giustizia tedesca chiede a quella italiana di sottoporre a processo la presunta mente della banda che era riuscita ad incastrare donne tedesche ricchissime riuscendole a filmare nella intimità delle loro relazioni extraconiugale.
Per poter funzionare il meccanismo di truffa e di estorsione doveva prendere di mira donne facoltosissime che, anche per il loro ruolo nella società, avevano tutto l'interesse a non far trapelare lo scandalo.
Tuttavia le prove reperite dalla indagine italiana sarebbero molto utili anche in Germania per completare il puzzle che include a tutti gli effetti anche Helg Sgarbi, colui che materialmente riusciva ad agganciare le donne, a farle innamorare e a spillare loro milioni di euro.
Sgarbi è ancora in carcere a Monaco dopo essere stato arrestato a gennaio scorso in flagrante mentre riceveva l'ultimo pagamento dalla sua vittima.
Durante l'interrogatorio di due giorni fa Barretta avrebbe spiegato parzialmente il suo comportamento tirando in ballo motivazioni storico-politiche. Sembrerebbe che il padre di Sgarbi fosse un ebreo polacco e durante la Seconda Guerra Mondiale avesse lavorato in condizione di semischiavitù in una delle fabbriche del padre di una delle donne vittime. Una fabbrica che lavorava per il Terzo Reich di Hitler e nella quale vigevano le leggi razziali contro gli ebrei.
Barretta, secondo i pochissimi dati emersi, avrebbe aiutato Sgarbi nella sua vendetta dopo 70 anni, giudicando ingiusta l'enorme ricchezza accumulata dalla famiglia tedesca della donne.
Anche secondo l'avvocato difensore, Sabatino Ciprietti, sarebbero da valutare in maniera distinta le posizioni di Barretta e del figlio Marcello, da quella delle donne, la moglie di Sgarbi, Beatrice Batschelet, consorte di Barretta e la figlia Clelia.
Queste ultime nell'interrogatorio di ieri si sono dichiarate estranee alla vicenda.
Davanti al gip del Tribunale di Pescara, Gabriella Tascone, sono comparse Beatrice Batschelet e Clelia Barretta (per la quale lo stesso pm aveva chiesto i domiciliari) che hanno detto di non sapere nulla.
In particolare la moglie di Barretta ha sostenuto di fare la casalinga, mentre la figlia ha detto di occuparsi delle pubbliche relazioni all'interno della country house di Pescosansonesco.
Davanti al giudice e' comparsa anche la moglie di Helg Sgarbi, Franziska, che si e' difesa
sostenendo di essere socia della country house e di lavorare al ristorante.
La donna ha aggiunto che vede il marito due tre volte l'anno.
Ciprietti ha dichiarato di aver presentato istanza di scarcerazione per le donne per le quali «non si hanno sufficienti elementi».
L'avvocato è stato critico anche nei confronti dell' intero impianto accusatorio giudicato come una «inchiesta-scoop» nella quale non sarebbero stati trovati i soldi in Germania, «le macchine sarebbero molto vecchie e di valore infimo» e che non sarebbe riuscita a precisare nei dettagli le accuse per le donne che non avrebbero mai partecipato ad alcun reato.
Le accuse della procura tuttavia, specie verso le donne, si basano su intercettazioni telefoniche dalle quali sarebbe emerso la loro conoscenza delle truffe e delle estorsioni e il loro ruolo, seppure diverso dagli uomini, all'interno del sodalizio.
Intanto le indagini continuano sul fronte economico: sarebbero state avviate le richieste per il monitoraggio di conti bancari all'estero e di beni che sarebbero riconducibili allo stesso Barretta.
Si attende ora la decisione sulla estradizione: nel caso in cui dovesse essere positiva il principe-santone dovrebbe affrontare un processo in Germania e potrebbe rischiare pene più severe rispetto a quelle italiane.

18/06/2008 8.19


[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=barretta+pescosansonesco&action=results]TUTTO SULLA VICENDA DELLA PRESUNTA TRUFFA E ESTORSIONI[/url]