Aceto (Udeur):«Maggiore chiarezza e decisione sul caso Burgo»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Ormai anche le speranze sono state riposte nel caso della chiusura della cartiera Burgo. Nell’incontro del 13 giugno scorso delle rappresentanze sindacali con la proprietà sono stati sciolti dubbi e riserve sul futuro della storica fabbrica di Chieti Scalo.

I 295 lavoratori e gli oltre 200 operatori dell'indotto purtroppo hanno il destino segnato.
I proprietari hanno detto che Chieti ormai è fuori dalle strategie aziendali, che il costo della bolletta energetica e della materia prima ha reso incontrollabile la situazione in quanto non compensabili con l'aumento del prezzo della carta il calo delle commesse.
Ormai si starebbe spingendo a far accettare la dismissione agli stessi lavoratori con la promessa di un prolungamento della cassa integrazione.

«Ma cosa c'è sotto?», si domanda il consigliere regionale dell'Udeur Liberato Aceto, apprezzando l'intervento del Vescovo di Chieti Mons. Bruno Forte a sostegno dei lavoratori della Burgo, e constatando l'assenza continua di altre importanti istituzioni, «è giunto il momento di buttare giù la maschera».
«Se la proprietà ha deciso di chiudere a Chieti perché la bollettà energetica ed il costo della materia prima è elevato, devono spiegare a tutta la città perché ciò non accade per Sora, Avezzano ed altre sedi italiane», sostiene Aceto.
«Soprattutto se lo stabilimento di Chieti continua a conservare un margine operativo lordo ancora assai elevato», continua, «a dimostrazione della valenza della storica fabbrica che ha sempre rappresentato il fiore all'occhiello dell'insediamento industriale della Valpescara nell'ultimo cinquantennio».
«Sono sorpreso, ma soddisfatto – continua Aceto – che anche il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Nazario Pagano, faccia sentire la sua voce, pur non essendo di Chieti, a differenza di altri consiglieri regionali della città che sono totalmente assenti».
«Pertanto – dice Aceto - condivido la necessità di un Consiglio Regionale Straordinario sulla Cartiera Burgo, anzi ritengo che si debba tenere contemporaneamente, nello stesso giorno, un Consiglio Comunale Straordinario in Fabbrica per chiedere a viva voce al Governo Nazionale un intervento diretto a salvaguardare il futuro occupazionale dei lavoratori della Cartiera. Ma tutto ciò non basta – precisa Aceto – in quanto chiederò per iscritto al Presidente della Giunta Regionale del Turco di mettere in atto tutte le procedure di sua competenza atte a bloccare la destinazione d'uso delle aree industriali di proprietà della Burgo e delle aree circostanti per un periodo di 99 anni, in modo da evitare che si mettano in moto, o forse si sono già messe in moto, meccanismi speculativi da parte di privati di origine alquanto sconosciuta. Al riguardo la Regione può e deve esercitare la sua funzione di controllo, come d'altronde si è verificato circa un anno fa nello stabilimento di Marzabotto in Emilia Romagna,sempre di proprietà del Gruppo Burgo, dove l'ente regionale è intervenuto bloccando la destinazione d'uso industriale dei terreni e non permettendo riconversioni».

16/06/2008 11.51