Tragedia a Francavilla: 20 enne si impicca al parco giochi Arenazzo

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

3771

FRANCAVILLA. Si è impiccato sabato notte dopo un litigio con un amico. Claudio (nome di fantasia), 20 anni di Francavilla al Mare si sarebbe sfilato la cintura dei pantaloni, l'avrebbe fissata a mò di cappio ad un paletto di un gioco per bambini, a circa 3 metri da terra, e ci avrebbe infilato la testa dentro. L'episodio è avvenuto al parco Arenazzo, non lontano della stazione ferroviaria.

L'amara scoperta l'ha fatta poco dopo proprio l'amico con cui Claudio aveva litigato qualche minuto prima.
La chiamata ai carabinieri è arrivata intorno alle 3,30. Un uomo che vive in zona è stato svegliato dalle grida che provenivano proprio dal parco.
La pattuglia che è arrivata sul posto ha trovato tre ragazzi che cercavano di rianimare il loro amico disteso a terra.
Nonostante la tempestività dei soccorsi e la folle corsa all'ospedale di Chieti, il giovane è morto intorno alle 4.30.
I tre ragazzi sono stati portati nella caserma di Francavilla e lì hanno ricostruito tutto quello che era accaduto.
Per tutti e tre la versione è stata univoca: Claudio aveva trascorso la serata insieme ad alcuni amici e il gruppetto aveva cenato nel ristorante di Pescara gestito dai suoi genitori.
Dopo era andato via e, con uno dei suoi amici, aveva fatto rientro a Francavilla dove i due si erano trattenuti a chiacchierare nel piazzale dietro la ferrovia e distante circa cento metri dal parco Arenazzo.
Ad un certo punto i due avrebbero avuto un diverbio e Claudio se ne sarebbe andato via contrariato, in direzione del parco Arenazzo.
L'amico, un 19enne di Francavilla , dopo alcuni minuti avrebbe provato a contattarlo al cellulare per cercare di fare subito pace ma il telefono ha squillato a vuoto. Così il giovane si è incamminato verso il parco sperando di riuscire a risolvere faccia a faccia la questione.
Ma in realtà si è trovato davanti alla macabra scena.
L'amico ha iniziato ad urlare e ha provato a sollevare Claudio per farlo respirare ma non ci è riuscito. Così ha chiamato altri due coetanei che si trovavano poco distante: sono arrivati subito e sono riusciti a togliere la cintura dal collo dell'amico e lo hanno messo a terra.
Il magistrato di turno alla procura di Chieti, ha disposto l'ispezione cadaverica, eseguita alle ore 12 di ieri. Il medico legale ha confermato che le lesioni sul collo, uniche in tutto il corpo, sono riconducibili al suicidio.
Così il magistrato ha disposto la restituzione della salma ai familiari che, distrutti dal dolore, non riescono a capire i motivi del gesto. La vita di Claudio, infatti, secondo i familiari era tranquilla, l'unico problema era che dopo aver lasciato la scuola, aveva difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro.
Saranno comunque effettuati tutti gli approfondimenti del caso, coordinati dalla procura della Repubblica di Chieti.

16/06/2008 11.36