Affidata la progettazione per il recupero del centro storico di Vasto

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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VASTO. E’ stato presentato stamane il gruppo di progettazione del Piano di Recupero del Centro Storico.

A fare gli onori di casa il sindaco Luciano Lapenna, con l'assessore all'Urbanistica, Anna Suriani, il professor Pierluigi Cervellati di Bologna, capogruppo dell'associazione temporanea di imprese, di cui fa parte anche lo studio tecnico Marino di Vasto, che si è aggiudicata la gara per la progettazione.
Il piano di Recupero del centro è uno tra i più importanti strumenti di riqualificazione urbana e dal quale dipenderanno scelte importanti per la città.
«Per Vasto è una giornata importante», ha detto Lapenna, «finalmente la nostra città avvia un percorso di recupero del centro storico. Vasto, che è città d'arte e di cultura, ad oggi non ha ancora un piano particolareggiato di recupero del centro storico. L'intento di questa amministrazione Comunale è quello di rendere appetibile il ritorno a vivere nella zona antica della città. In passato si sono registrati risultati negativi. A cominciare dallo svuotamento del centro storico, favorito anche da un Piano Regolatore Generale i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti».
L'assessore Anna Suriani, presentando il professor Cervellati, urbanista di fama nazionale per avere al suo attivo la redazione di numerosi strumenti urbanistici, ha detto che quello odierno «è un punto di partenza che, in futuro, produrrà effetti positivi sul tessuto sociale. Mi preme sottolineare – ha aggiunto l'Assessore - che il centro storico della nostra città, così importante e ricco di testimonianze di tante epoche, attendeva da anni un Piano di recupero, strumento fondamentale per una profonda valorizzazione del tessuto urbano».
Cervellati ha fatto poi il punto della situazione.
« E' evidente che riteniamo importante coinvolgere in questo piano anche la città ed i suoi professionisti perché dovranno partecipare alle scelte e alle indicazioni. Tre, comunque, sono i fattori importanti da prendere in considerazione: quello culturale, economico e sociale. Culturale perché il mantenimento della propria identità per una città come Vasto è importante. Economico perché sono in tanti a stravolgere il senso delle cose quando sostengono che il recupero è più caro del nuovo, dimenticando il fatto che ai costi di recupero bisogna sommare quelli che sono i costi urbanistici del nuovo. E poi il fattore sociale e, di conseguenza, quello della sicurezza: io sono critico sul concetto di città diffusa perché la città diffusa che si apre al territorio porta a rinchiudersi in se stessi. Ecco perché siamo convinti che la Vasto storica potrà essere unica. Soprattutto se riuscirà a ritrovare la sua identità culturale».

12/06/2008 13.51