Asl Chieti, infermieri a lutto per protesta

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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  CHIETI. Indosseranno polsiere nere, in segno di lutto, gli infermieri della Asl di Chieti iscritti a Nursing Up, uno dei sindacati più rappresentativi dell'azienda. A CHIETI TRE NUOVI FARMACI PER LA TERAPIA DEL TUMORE DELLA MAMMELLA E DEL RENE

 


CHIETI. Indosseranno polsiere nere, in segno di lutto, gli infermieri della Asl di Chieti iscritti a Nursing Up, uno dei sindacati più rappresentativi dell'azienda.




A CHIETI TRE NUOVI FARMACI PER LA TERAPIA DEL TUMORE DELLA MAMMELLA E DEL RENE


«E' morta l'assistenza infermieristica, forse sta morendo anche la Asl – spiega Romano Torto, responsabile aziendale – la nostra vuole essere una protesta silenziosa, senza interruzione di servizio, per manifestare il nostro malcontento per la gestione degli Infermieri».
Il disagio del settore è spiegato anche da Patrizia Bianchi, responsabile regionale di Nursing Up: «Abbiamo protestato anche con il Prefetto per il comportamento anti sindacale della Asl. Addirittura c'è un'ordinanza del giudice che impone la nostra convocazione al tavolo della contrattazione aziendale, ma non veniamo convocati. E poi gli iscritti si lamentano con noi per tutto quello che succede all'Ospedale SS. Annunziata».
Il riferimento è agli ordini di servizio che stanno arrivando in questi giorni: accorpamenti e spostamenti che hanno creato malumore tra il personale infermieristico, sballottato di qua e di là senza un criterio concordato.
«La nostra richiesta? - conclude Romano Torto – essere chiamati a concordare le scelte che riguardano gli infermieri. Non possiamo essere solo il terminale delle proteste per decisioni che non abbiamo condiviso».
Fin qui il comunicato, che prende spunto però dalla denuncia di Patrizia Bianchi, referente regionale di Nursing Up, al Prefetto, durante una riunione.
«La Asl ci discrimina e non ci chiama mai nelle contrattazioni e nella concertazione, nonostante che anche il giudice ci abbia dato ragione».
«Fatemi vedere la sentenza» ha esclamato il Prefetto.
E l'ordinanza del giudice Italo Radoccia, sentenza 299/06, Armando Vignali (rappresentante aziendale Nursing Up) contro Asl di Chieti, è stata ritirata in Cancelleria e subito portata alla segreteria del Prefetto.
Cosa diceva il Giudice, in data 13 luglio 2006?
Che la Asl deve ammettere alla contrattazione aziendale anche il sindacato ricorrente, con spese di giustizia a carico dell'Azienda sanitaria.
In pratica la decisione di escludere Nursing Up viola i principi di pluralismo.
Ed anche il regolamento della Rsu è illegittimo.
Insomma un richiamo ai vertici Asl per un comportamento più collaborativo con i sindacati.
Tra l'altro anche Uil e Cgil contestano i metodi decisionisti della dirigenza sanitaria teatina, abituata a comunicare (così dicono i sindacati) senza prima confrontarsi con i dipendenti.
(s. c.) 11/06/2008 9.14

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A CHIETI TRE NUOVI FARMACI PER LA TERAPIA DEL TUMORE DELLA MAMMELLA E DEL RENE


SALUTE. CHIETI. Ogni anno in Abruzzo 600-700 nuovi casi di cancro della mammella e 100 di tumore del rene. Presso la Clinica Oncologica del Policlinico di Chieti è in corso la sperimentazione di tre nuovi farmaci per la terapia del tumore della mammella e per la cura del tumore del rene.

Si tratta di patologie in aumento in Abruzzo, dove il tumore della mammella - il più frequente nella donna - ha un tasso di incremento annuo del 2-3%.
Nella regione ogni anno sono diagnosticati tra 600 e 700 nuovi casi, la maggior parte dei quali, grazie agli screening e alla possibilità di diagnosi precoce, è in stadio iniziale e può essere guarita con un'adeguata asportazione chirurgica, spesso seguita da radioterapia e, a volte, da ormonoterapia o chemioterapia.
Diverso è il trattamento per le forme diagnosticate in stadio più avanzato, con metastasi agli organi interni o alle ossa, dove invece è necessario applicare quasi sempre una chemioterapia che, a volte, può rivelarsi poco efficace.
Quanto al tumore del rene, l'incidenza in Abruzzo è di circa 100 nuovi casi ogni anno. Anche per il tumore del rene in fase metastatica i trattamenti attuali non appaiono soddisfacenti.
Per questo presso la Clinica Oncologica dell'Ospedale SS. Annunziata, diretta dal professor Stefano Iacobelli, sono stati attivati due protocolli sperimentali con nuovi farmaci molto promettenti per la terapia del tumore della mammella in fase metastatica.
Entrambi i farmaci, sia pure con meccanismi differenti, appartengono alla categoria degli antiangiogenici, agiscono cioè bloccando la formazione di nuovi vasi nelle cellule tumorali fino al punto da impedire loro di sopravvivere.
Il primo farmaco, chiamato Bevacizumab, si combina con il Vegf (Vascular Endothelial Growth Factor, il fattore necessario per la crescita dei vasi sanguigni).
Il Bevacizumab si utilizza per iniezione endovenosa.
Il secondo farmaco, chiamato Sunitinib, inceppa il meccanismo con cui lo stimolo fornito dal Vegf arriva a stimolare la produzione dei vasi ed è in forma di compresse che si assumono per via orale. La sperimentazione del Bevacizumab e del Sunitinib è già avviata in altri Paesi europei. Chieti è uno dei pochi centri italiani che ne fanno parte e svolge il ruolo di centro coordinatore a livello nazionale.
La terza sperimentazione riguarda l'uso del Sunitinib nel tumore del rene. In tal caso è previsto che i pazienti, dopo l'asportazione chirurgica del tumore, ricevano il farmaco in via «precauzionale» per sei mesi, al fine di bloccare la crescita di eventuali micrometastasi sfuggite alla chirurgia.
«I nuovi farmaci - sottolinea il professor Stefano Iacobelli - agiscono con meccanismo innovativo, privando le cellule tumorali dell'apporto sanguigno e, quindi, delle sostanze nutritive necessarie per la loro crescita. Avere a disposizione i nuovi farmaci è estremamente importante e i pazienti potrebbero trarne beneficio, specialmente nel tumore del rene, dove i farmaci a disposizione non sono molti. Sia il Bevacizumab sia il Sunitinib non sono chemioterapici e anche gli effetti collaterali sono assai ridotti. Il gruppo multidisciplinare di medici teatini che si occupano di trattamento medico del tumore della mammella (C. Natoli, A. Grassadonia, M.T. Scognamiglio, M. Zilli, A. Di Giacobbe) ha acquisito in questi anni esperienza e riconoscimenti in tutto il Paese tanto - conclude Iacobelli - da poter essere considerato un riferimento per il trattamento di questi malati».
11/06/2008 12.41