Tribunale di Sulmona, ordine degli avvocati sul piede di guerra

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SULMONA. Un mese fa l'appello lanciato al Ministero della Giustizia e al Consiglio superiore della Magistratura per coprire urgentemente i posti resi vacanti da due trasferimenti e per nominare, dopo un anno, il nuovo Procuratore della Repubblica.
Ora l'Ordine degli avvocati del Tribunale di Sulmona ha annunciato lo stato di agitazione.
Dopo esser caduto a vuoto l'appello lanciato quasi un mese fa al Ministero della Giustizia e al Consiglio superiore della Magistratura (CSM), il consiglio dell'ordine degli avvocati di Sulmona passa alle maniere forti.
Uno stato di agitazione che prenderà piede il 13 giugno prossimo con la convocazione di un'assemblea per decidere “le azioni di lotta” e far fronte, una volta per tutte, alla carenza dei magistrati nel tribunale peligno.
Nell'ultima riunione del consiglio, il 9 maggio scorso, il presidente, Gabriele Tedeschi, mise nero su bianco l'urgenza di coprire i posti resi vacanti a seguito dell'assegnazione presso altri uffici dei magistrati, Maria Bianca Serafini e Lorenzo Ferri, trasferimento deciso con delibera del CSM rispettivamente del 23 gennaio e 20 febbraio 2008.
Da allora, nulla è cambiato e la situazione dell'organico del Tribunale, che conta solo sei giudici togati, è diventata sempre più grave, con il ritardo accumulato nella nomina dei due sostituti che rischia di peggiorare lo stato di cose.
Lo svolgimento dell'attività giurisdizionale risulta in affanno e cominciano a pesare i rallentamenti subiti nella definizione dei processi civili e penali.
Per di più, da oltre un anno è rimasta vacante la sede del Procuratore della Repubblica, non avendo provveduto il CSM e il Ministero della Giustizia alla nuova nomina.

A.D.G.

10/06/2008 10.07