UdA Tv, polemiche per scelta emittenti e per la registrazione della testata

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’UNIVERSITA’ E LA TELEVISIONE. CHIETI. Meglio “UdA Tv” di Bonetta o il vecchio “Ateneo in linea”? Meglio la cultura o l'intrattenimento autocelebrativo? E perché il nuovo format prodotto dall'Università è andato in onda solo su tre TV, invece che – come promesso - su tutte quelle interessate a trasmetterlo?
Sale la polemica, dopo la prima puntata andata in onda dal 2 giugno su Rete 8, Antenna 10 e TvSei, oltre che su Sky 910.
«Le altre Televisioni sono state escluse perché ospitano le chat line erotiche», ha risposto il preside Gaetano Bonetta (responsabile del progetto realizzato da un Coordinamento dei 12 Presidi di Facoltà) a chi chiedeva lumi su queste esclusioni. Eppure venerdì sera, ore 23 circa (ma capita anche negli altri giorni) Antenna 10 ha trasmesso un film con bollino rosso, regolarmente autorizzato. Il genere era quello boccaccesco, con tanto di richiamo all'Inferno dantesco e costumi medievali: scambio di mogli, accoppiamenti omosex, frati sporcaccioni che attentano alle cinture di castità di donne pentite, nudi integrali a ripetizione.
Anche Sky 910 trasmette lo stesso programma erotico delle Tv escluse: prevedibile dunque una marcia indietro del Coordinamento e l'allargamento della messa in onda alle Tv che ne faranno richiesta.
Le contestazioni sulla scelta delle Tv non hanno però oscurato un'altra questione: la lotta, tutta interna alla d'Annunzio, tra chi “gufa” perché la “cura Bonetta” fallisca (cioè: era meglio Ateneo in linea) e chi pensa che il ruolo dell'Università sia “fare” cultura e trasmetterla con il mezzo televisivo.
«UdA Tv – spiega infatti Gaetano Bonetta - non vuole fare intrattenimento, ma divulgare la cultura e la ricerca scientifica, oltre che illustrare la grande offerta formativa del nostro Ateneo. Siamo insomma alla ricerca di nuovi linguaggi audiovisivi nelle aree della moderna comunicazione».
La Tv come nuova frontiera della formazione?
Forse stavolta ci siamo, perché “UdA Tv” e “Ateneo in linea” sono tra loro lontani anni luce per l'evidente spessore culturale del format di Bonetta.
Sono anni che la d'Annunzio tenta di sfruttare il mezzo televisivo, senza però sfondare, come dimostra il bilancio modesto dell'Università telematica “Leonardo da Vinci” di Torrevecchia Teatina, dove la D'Annunzio ha impegnato fondi notevoli, con risultati scarsissimi.
Probabilmente allora bene ha fatto il CdA a tagliare i fondi al vecchio format: “Ateneo in linea” che è stato definitivamente sepolto, la redazione è stata disarticolata, licenziate anche le partite Iva che ci lavoravano, con trasloco dell'attrezzatura da Torrevecchia a Madonna delle Piane.
E altrettanto bene ha fatto anche a chiudere la convenzione con Telemare e Rete 8, costata 350 mila euro l'anno e che aveva sollevato le proteste delle altre Tv.
Purtroppo i tagli sono finiti qui: restano ancora, fino a dicembre, i 35 mila euro più Iva per il vecchio consulente Tv (ora disoccupato), sono stati aggiunti altri 30 mila euro per due collaboratori del Coordinamento presidi, si stima una spesa annua di 100 mila euro per la messa in onda nelle varie emittenti (450 euro a puntata per ogni Tv).
Tramonta così il progetto “Ateneo in linea” come testata giornalistica: la Tv tematica della d'Annunzio, nata per occuparsi di cultura, scienza ed arte e che poi aveva creato un palinsesto da Tv generalista, con Tg quotidiani, rubriche di notizie e spettacolo.

IL MISTERO DELLA REGISTRAZIONE DELLA TESTATA

Dopo mesi di sospensione delle trasmissioni ed una breve ripresa autunnale, è stato il Direttore generale della d'Annunzio a bloccare definitivamente la produzione di “Ateneo in linea”, dopo che sono emerse alcune irregolarità nella registrazione della testata al tribunale.
Una vicenda probabilmente destinata a rimanere segreta ma che noi possiamo rivelare.
Dopo aver scoperto che Ateneo in linea ha trasmesso per anni i suoi Tg e le sue rubriche di informazione senza essere iscritta come testata giornalistica al Tribunale (registrazione obbligatoria), si è cercato di correre ai ripari. Alla Cancelleria del Tribunale risultava solo una vecchia registrazione del periodico quindicinale Ud'A News (cultura, informazione e attualità), che risaliva ai tempi del Rettore Uberto Crescenti: un giornalino interno, una specie di notiziario ufficiale degli avvenimenti e dei provvedimenti per la vita interna dell'Ateneo.
Poi nient'altro.
Il rettore Franco Cuccurullo appariva come direttore responsabile, iscritto all'Ordine dei giornalisti nell'Elenco speciale dei direttori di periodici.
Quando si è deciso di regolarizzare l'iscrizione di Ateneo in linea (che nel sito della d'Annunzio appare ancora con Cuccurullo direttore editoriale, Fabio Capani come responsabile scientifico e Lorenzo Labarile come direttore), alla Cancelleria del Tribunale di Chieti è stata presentata la domanda con allegata autocertificazione del Rettore che dichiarava di essere giornalista pubblicista. Un errore marchiano, un equivoco che ha rischiato di far fare una brutta figura sia al prof. Cuccurullo che al Tribunale.
Quest'ultimo perché non avrebbe dovuto accettare l'autocertificazione: il Rettore – o meglio chi aveva preparato i documenti – aveva infatti equivocato tra iscrizione all'Elenco speciale e iscrizione come pubblicista: una ricerca tra gli iscritti all'Ordine ha evidenziato infatti che il Rettore non è iscritto né in Abruzzo né altrove tra i pubblicisti.
Mentre erano in corso le verifiche, accordando la buona fede all'Università che aveva presentato la domanda di registrazione, il fascicolo è stato chiuso con un'istanza di cancellazione da parte dell'Ateneo che, a conferma della sua decisione, ha allegato anche una richiesta di rimborso - «per fini contabili» - dei circa 160 euro versati per la registrazione al Tribunale.
Ora dunque resta solo UdA Tv che nella seconda settimana di programmazione presenterà: “La fallas”, la grande festa di Valencia, “Degenerazioni”, il libro sulla droga di Alessandro Barbano, la seconda puntata sul Corriere dei piccoli e la Biblioteca interfacoltà “Ettore Paratore”.

Sebastiano Calella 10/06/2008 8.39