Antenne. Cittadini sul piede di guerra a San Silvestro e l'inchiesta prosegue

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1396

PESCARA. Il comitato anti-antenne di San Silvestro pronto a scendere nuovamente sul piede di guerra. I portavoce dei cittadini che da anni protestano contro le emissioni dei vicinissimi ripetitori di radio e tv si scagliano contro le amministrazioni che si sono succedute nell'ultimo decennio. Da alcuni mesi tuttavia è stata aperta una inchiesta per verificare eventuali violazioni.IL COMUNE: «PRIORITA’ E’ LA DELOCALIZZAZIONE»
Nell'ambito di questa inchiesta sono stati già accertati moltissimi superamenti dei livelli di emissioni che hanno portato al sequestro di oltre una decina di impianti tra cui anche quelli di Rai, Mediaset e La7.
Mario Di Pasquale e Lorenzo D'Andrea, portavoce del comitato di cittadini non escludono nemmeno il ricorso nuovamente allo sciopero della fame e sono pronti ad occupare la Regione se il presidente Del Turco non firmerà il provvedimento per la delocalizzazione degli impianti radiotelevisivi presenti a San Silvestro.
Lo scorso 7 aprile il sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, ha inviato al presidente della giunta regionale una bozza di ordinanza di delocalizzazione degli impianti, accompagnata da una lettera in cui sono spiegate le motivazioni.
«In ossequio al disposto di cui all'art. 28 del d. lgvo nr. 177/2005», scriveva D'Alfonso, «spetta alla Regione delocalizzare gli impianti radiotelevisivi che superano o concorrono al superamento in modo ricorrente i limiti fissati dalle vigenti norme».
«Poiche' ad oggi», spiegano Di Pasquale e D'Andrea, «il presidente della giunta non ha firmato l'ordinanza, circa 400 residenti hanno inviato una richiesta a Del Turco con l'invito ad adempiere a quanto chiesto dal sindaco di Pescara. I residenti gli hanno anche chiesto di visitare San Silvestro colle per verificare di persona il gravissimo rischio sanitario cui sono sottoposti quotidianamente da tanti anni».
Il comitato nella stessa lettera ha chiesto l'intervento del difensore civico regionale e del prefetto di Pescara.
Inoltre il prossimo 12 giugno si terra' un'assemblea civica per definire i dettagli delle nuove forme di lotte.
Secondo i cittadini ci sarebbe una «volontà politica di lasciare gli impianti lì dove sono»
Ma non sarebbe solo un timore, infatti, l'ultima lettera del ministero non lascerebbe dubbi.
Il ministero delle Comunicazioni, in data 9 aprile 2008, con missiva diretta alla Regione Abruzzo ha riferito di non ritenere opportuna l'eventuale iniziativa di delocalizzare gli impianti.


… INTANTO LE INDAGINI PROSEGUONO TRA UN GROVIGLIO DI LEGGI


Ormai le ondate di interventi della Forestale di Pescara si sono fermate e sono state passate in rassegna praticamente quasi tutti gli impianti.
Nei giorni scorsi i sigilli sono scattati per quegli impianti che secondo molteplici rilevazioni superavano il limite massimo consentito delle emissioni.
Negli anni il colle si è popolato di antenne di tutti i tipi perché da quel promontorio si riesce a coprire grandissima parte della costa a nord e a sud dell'Abruzzo con un bacino di utenza di oltre 700mila persone.
L'inchiesta, coordinata dal pm Papalia, si è incuneata in una delle più ingarbugliate vicende burocratiche degli ultimi 30 anni che avrebbe generato un immobilismo "temporaneo" dovuto anche ad una certa sovrapposizione di norme e leggi nel campo.
Secondo diversi aspetti, questa indagine sarebbe una delle prime in Italia che mira a fare chiarezza sulle discipline che regolano il settore delle emissioni elettromagnetiche e, dunque, anche dei segnali di trasmissione di radio e tv.
In principio furono le proteste degli abitanti che oggi hanno case che distano dai ripetitori poche centinaia di metri.
In realtà l'agglomerato di abitazioni -secondo alcuni- si sarebbe sviluppato solo in seguito, dunque attorno alle antenne che svettano -le più vecchie- da almeno 40 anni.
Ma questo sarebbe un problema non centrale nella economia della intera inchiesta che in un primo momento ha cercato di verificare la potenza delle emissioni dei ripetitori.
Sono state effettuate numerose rilevazioni da parte di autorità e periti che in maniera pressocchè concorde hanno potuto appurare lo sforamento dei limiti imposti dalla legge.
In molti casi segnali anche 4 volte più potenti rispetto al massimo consentito.
Vi sono stati anche periti di parte e rilevazioni effettuate da parte delle società editrici, proprietarie degli impianti, anche queste rilevazioni concorderebbero con quelle della procura.
Un dato non secondario nel futuro ipotetico processo nel quale quelle rilevazioni sarebbero di fatto "inattaccabili", dunque, non contestabili dalle parti, cioè dato acquisito.
Ma gli inquirenti si stanno muovendo anche ad un livello parallelo e molto più alto che potrebbe portare a risultati imprevedibili.
Esiste, infatti, una sentenza della Cassazione che vieta «emissioni pericolose che arrechino "disturbo" alla popolazione», secondo questa norma tutte le emissioni (di tutti i tipi) con queste caratteristiche sarebbero fuori norma.
Inoltre, lo Stato ha varato un Piano nazionale dei siti nei quali è possibile ospitare impianti di ripetizione del segnale eppure in questo strumento urbanistico nazionale San Silvestro non figura.
Come è stato allora possibile installare tutte quelle antenne?
Come è stato possibile concedere autorizzazioni che in alcuni casi sono persino ministeriali?
Il cavillo pare sia tutto normativo e gli esperti al lavoro dovranno sostanzialmente capire se tale piano sia vincolante oppure no.
Se è vincolante è chiaro che le antenne sarebbero a tutti gli effetti "abusive" proprio perchè tale strumento urbanistico nazionale non prevede l'ipotesi San Silvestro come sito idoneo.
Se invece il piano non è vincolante si potrebbero ipotizzare anche altri siti idonei, anche se non riportati nell'elenco nazionale (dunque le antenne sarebbero a norma).
Un lavoro non facile e nemmeno veloce o sbrigativo che porterà via ancora molti mesi ma un risultato per ora è stato raggiunto con certezza.
Con i sequestri degli impianti intanto si sono riportati tutti i livelli di emissioni entro i limiti stabiliti per legge inoltre ogni intervento sugli impianti deve essere espressamente autorizzato dalla procura di Pescara per cui ogni fenomeno è sotto controllo.
Una indagine evidentemente delicatissima non fosse altro che per gli ingentissimi interessi sottesi alle trasmissioni televisive (introiti pubblicitari che possono esistere solo con il presupposto della "trasmissione").
Ecco, dunque, spiegato anche il motivo della scelta da parte della procura del "profilo basso" per evitare di creare allarmi e clamori pericolosi alla stessa indagine. Profilo basso che ha previsto il sequestro degli impianti ma non l'interruzione delle trasmissioni.
Chissà però se con l'ultima missiva del ministero che in sostanza invita la Regione a non delocalizzare, chissà se non si possano chiarire ulteriori aspetti della vicenda.

09/06/2008 11.51

IL COMUNE: «PRIORITA' E' LA DELOCALIZZAZIONE»

Nell'ultima riunione del tavolo tecnico permanente sull'inquinamento elettromagnetico a San Silvestro, che si è riunito il 5 giugno scorso presso la Regione, si è definito un percorso per arrivare a due fondamentali traguardi.
«Si tratta innanzitutto», ha spiegato il vice sindaco Camillo D'Angelo, «di avviare subito e senza indulgere le procedure per la effettiva delocalizzazione delle antenne. Proposta accolta dal tavolo su cui si è avviata una procedura operativa per spostare gli impianti di San Silvestro, anche sulla base delle indicazioni del Piano Nazionale delle Frequenze del Ministero delle Telecomunicazioni. Una soluzione a cui si spera di arrivare sollecitamente.
Per consentire il rispetto delle regole nel frattempo, considerato che i tempi potrebbero essere condizionati da volontà superiori a quella degli enti locali interessati alla questione, abbiamo rappresentato la ferma esigenza di controllare le emissioni attraverso modalità continue e coordinate sugli impianti presenti, soprattutto quelle in banda stretta, al fine di individuare prontamente eventuali responsabilità e trasgressori».
Questo sarebbe possibile, secondo D'Angelo, dotando l'Arta di attrezzature, risorse e uomini per consentire un monitoraggio efficace e mettendo in campo un sistema sanzionatorio che dovrà essere efficace per eventuali e futuri superamenti dei limiti.
Tale esigenza sarebbe stata recepita dalla Regione e dovrebbe diventare il contenuto di una proposta di legge ad hoc che servirà a conferire all'Arta modalità, mezzi e procedure per un monitoraggio continuo 24 ore su 24 sulle emissioni.
«In merito alla delocalizzazione degli impianti», ha concluso D'Angelo, «sono in corso allo stato attuale verifiche di siti ed aree che possono risultare idonei allo scopo, oltre a quelli indicati dal Piano Nazionale delle Frequenze».

12/06/2008 11.37