Campari, ipotesi Arrigoni per il sito di Sulmona

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SULMONA. Avevano tutti una lettera tra le mani gli oltre cinquanta lavoratori in cassa integrazione della Campari che, sabato mattina, hanno dato vita ad una mobilitazione spontanea davanti ai cancelli (chiusi) dello stabilimento di Sulmona. IL GRUPPO CAMPARI SMENTISCE
Nel testo della missiva inviata al parlamentare sulmonese Maurizio Scelli, l'interesse del marchio Arrigoni alla ripresa dell'attività produttiva nel sito peligno.
Un presidio pacifico per parlare, confrontarsi, capire il contenuto di quella lettera che l'Arrigoni SpA, marchio storico nella grande distribuzione di succhi di frutta, ha inviato privatamente all'on. Scelli, dimostrando l'interessamento dell'azienda a rilevare il sito della Campari.
Una scossa per i 106 lavoratori della Campari Crodo, il gigante milanese leader nella produzione di bevande che dal settembre 2007 ha messo i lucchetti al sito di Sulmona per contrazione di mercato. Dopodiché, dodici mesi di cassa integrazione straordinaria, con scadenza al prossimo 31 luglio.
Adesso, la speranza. «Riteniamo che la nostra azienda abbia le caratteristiche necessarie per poter rendere l'unità di Sulmona nuovamente produttiva», si legge in un passo della lettera datata 5 giugno 2008.
«Il nostro interesse di carattere squisitamente industriale- continua- prevede unitamente al progetto di produzione, di succhi di frutta a nostro marchio, la possibilità di produrre per conto dell'attuale proprietà».
Possibilità che si traduce, dunque, nel rimettere sul mercato il sito della Campari, sito sul quale la Arrigoni, con due nuclei produttivi ad Aielli (L'Aquila) e a Ponte (Benevento), avrebbe puntato gli occhi «già a suo tempo», come riferisce la lettera. Proposta che probabilmente non fu tenuta in considerazione dal gruppo di Milano.
Fiducia, diffidenza e rabbia nelle parole dei lavoratori che hanno fatto gruppo davanti allo stabilimento per rileggere riga per riga quella lettera. «Io mi fido solo quando rivedrò quei cancelli aprirsi», ha detto un'ex operaia; «se c'è questa lettera, qualcosa ci sarà», ha ribattuto un'altra. Umori diversi per una stessa condizione, dura, faticosa, che vive nella paura di un'altra delusione.
Al presidio è intervenuto pure Franco Pescara, della Fai Cisl regionale. Lui ha preferito andare con i piedi di piombo sulla questione, anche perché -ha detto- «a noi risulta un altro nome e di questo non sappiamo niente».
Poi ha aggiunto che giovedì 12 giugno ci sarà un incontro a Milano tra sindacati e proprietà, e da qui si scopriranno le carte sui soggetti realmente interessati al sito di Sulmona. Intanto, a ribadire questa posizione, anche una nota inviata dalla Fai Cisl, secondo la quale «le aziende seriamente interessate al riavvio dello stabilimento peligno sono sedute al tavolo della Campari».
Dunque, nessuna notizia ufficiale sull'interessamento della Arrigoni, sul quale tuttavia- si legge ancora- la Fai Cisl si è già «attivata con il segretario nazionale per verificarne la consistenza». I lavoratori, come sempre, attendono.
Angela Di Giorgio 09/06/2008 11.20

IL GRUPPO CAMPARI SMENTISCE

«Il Gruppo Campari comunica di non aver ricevuto alcuna proposta in
merito, ma nel contempo conferma tutto il proprio impegno per
raggiungere una soluzione di generale interesse».
E' quanto dichiarano dall'ufficio stampa della Campari Spa, gruppo proprietario di uno stabilimento a Sulmona, in merito alla notizia dell'interessamento della Arrigoni Industrie
Alimentari Spa a rilevare l'impianto produttivo e, quindi, a ricollocare i lavoratori in cassa integrazione.

09/06/2008 18.34