Rayanair Vs Air One:«tra 12 mesi potrebbe non esserci più»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

5062

ROMA. RayanAir contro il Governo italiano per il prestito ponte per salvare le sorti di Alitalia. E la compagnia di bandiera irlandese vede un futuro nero anche per un'altra italiana, la Air One.



ROMA. RayanAir contro il Governo italiano per il prestito ponte per salvare le sorti di Alitalia. E la compagnia di bandiera irlandese vede un futuro nero anche per un'altra italiana, la Air One.Intanto oggi è stato sospeso a Piazza Affari il titolo Alitalia dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge che riavvia la privatizzazione della compagnia.
Borsa Italiana, dopo una valutazione effettuata ieri con la Consob, ha deciso di sospendere dalle contrattazioni le azioni ordinarie, le obbligazioni e i relativi derivati fino a nuova comunicazione. Dunque Alitalia non farà prezzo né in apertura né in chiusura come avvenuto nelle ultime settimane. Il provvedimento pubblicato in Gazzetta, e illustrato quattro giorni fa dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, prevede che il Consiglio dei ministri possa individuare uno o più soggetti qualificati che «anche nell'interesse di Alitalia, promuovano in esclusiva, per conto terzi ovvero anche in proprio, la presentazione di un'offerta, indirizzata all'azionista o alla società».
Dal momento in cui viene presentata la delibera è consentito agli interessati l'accesso al “data room” della Magliana. Le decisioni successive sono assunte con delibera del Consiglio dei ministri, «avendo prioritariamente riguardo alla salvaguardia degli interessi pubblici coinvolti rispetto ai termini economici e finanziari complessivi dell'offerta presentata».
E ieri Jimmy Dempsey, Head of Treasury di RyanAir, a proposito della concessione da parte del Governo italiano del prestito ponte ad Alitalia ha detto che si rivolgerà all'Unione Europea in quanto «i prestiti fatti dal Governo hanno mantenuto operativa» la compagnia di bandiera «negli ultimi 10 anni. Alitalia deve avere il permesso di fallire».
Per quanto riguarda poi la vicenda Alitalia-Air France, Dempsey ha detto che secondo lui la compagnia francese «continua a monitorare la situazione Alitalia. Pensiamo che forse ci possa essere ancora una possibilità».
L'Head of Treasury di RyanAir ha comunque precisato che la compagnia irlandese è consapevole del fatto che la questione non e' risolvibile nel breve termine.
Per il manager, di fronte all'aumento del prezzo del petrolio «saranno tante le compagnie aeree che andranno in fallimento». Tra queste Air One, che per Dempsey «è possibile che tra dodici mesi non ci sia più».

AIR ONE: «NOI STIAMO BENE»

«Prendiamo atto delle preoccupazioni di RyanAir e la tranquillizziamo sul futuro di Air One», risponde prontamente la compagnia di Carlo Toto.
« Nel 2007 abbiamo registrato una crescita del fatturato di circa il 23% ed un Ebitdar, indicatore della redditività delle compagnie aeree, in aumento del 35%».
Questi risultati confermano per l'azienda un trend di crescita degli ultimi 6 anni. «Una crescita che è avvenuta senza avvalerci dei contributi di cui godono le compagnie aeree low cost e nel pieno rispetto, nel nostro caso, del quadro normativo e regolatorio».
«Malgrado le sfide che investono il settore e preoccupano così tanto RyanAir», continua Air One, «proseguiamo nello sviluppo di una strategia per cui, alla competitività dell'offerta, combiniamo un servizio di alta qualità. Siamo convinti, infatti, che, malgrado la crisi dell'economia mondiale, le esigenze di collegamento business rimarranno prioritarie ed è su questo target che ci concentriamo, impegnandoci ad assicurare un servizio di crescente qualità. Certamente comprendiamo le preoccupazioni di chi si rivolge innanzitutto a target diversi e vacanzieri».
04/06/2008 12.20