Riparte "Uda Tv" con i programmi di approfondimento della D’Annunzio

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. «Moro? Un pittore». Era la risposta ad un recente sondaggio effettuato tra gli under 24 che evidenziava come le ultime generazione ignorino la storia dello statista Dc ucciso dalle Br. Forse proprio per questo il preside Gaetano Bonetta ha voluto parlare per 20 minuti su UdA Tv del politico.
Su questo argomento ha infatti intervistato il collega di Ateneo Stefano Trichese, preside di Lettere e Filosofia, ritenendo l'argomento interessante per tutti.
Molte parole poche immagini per il debutto delle trasmissioni direttamente dalla università D'Annunzio, riprese dopo un periodo di stop.
Partenza “lenta” per la nuova serie delle trasmissioni del “Progetto comunicazione Tv” affidata al Comitato di coordinamento dei 12 presidi di Facoltà, presieduto dallo stesso preside Bonetta.
Un team di illustri cattedratici, magari un tantino a digiuno sul linguaggio televisivo (e si vedeva), 30 minuti di programma con due servizi soltanto.
Appuntamento ieri sera su Rete 8: dalle 20 alle 20,30, diceva il comunicato della “d'Annunzio”.
Ma alle 20 c'era “il Fatto” e la nuova puntata di UdA Tv è iniziata venti minuti dopo l'orario, compressa tra una lunga intervista sulla Bioedilizia ed una pubblicità di Corsi di recupero a Teramo.
Primo servizio un po' triste sulle malattie dei bambini, con telecamera fissa sul professor Francesco Chiarelli: qualcuno ha ritenuto potesse reggere il video come Sabrina Ferilli e contrastare lo zapping perché parlava di Biologia dei sistemi (c'era solo qualche diapositiva troppo tecnica, come la T1/Base sui geni), di approccio integrato alla malattia, di genomica, di malattia di Crohn e di rettocolite ulcerosa, passando per il diabete infantile.
Tutti argomenti importanti, illustrati in una cornice di autoreferenzialità un po' celebrativa, visto che il professor Chiarelli è stato ospite della Nobel Conference (non è mancata una carrellata iniziale del servizio con una galleria di foto d'epoca dei vari premi Nobel, da Golgi a Marconi, passando per Pirandello e Grazia Deledda fino ai contemporanei): in questo incontro internazionale si parlava appunto di System Biology and Child Health, cioè Biologia dei sistemi in età pediatrica.
La notizia più importante riferita nel servizio, però, è stata lasciata in coda.
Eppure era un vero scoop, se qualcuno avesse saputo fiutarla e valorizzarla: in futuro sarà possibile essere curati con una medicina personalizzata.
Se erano sembrati troppi i 10 minuti di malattie pediatriche, ne è seguito una specie di intervista e di autointervista (le domande di Bonetta a Trinchese erano così lunghe che sembravano risposte) per venti minuti circa si è parlato del delitto Moro, con riferimenti ampi ai libri usciti su questa vicenda. Scenografia minimalista: un'aula vuota, con i due presidi seduti sui banchi a discutere del progetto politico di Moro e con Bonetta (l'emozione dell'esordio?) che roteava gli occhiali con la mano destra, come un giocoliere.
Discorso ineccepibile, molto informato ed aggiornato, con la Loggia P2 che faceva capolino nel progetto “Moro doveva morire”, come ha spiegato anche il riferimento al libro scritto a due mani dal giudice Ferdinando Imposimato (che ha indagato sul delitto delle Br) e dal giornalista Sandro Provvisionato.
Lo spessore culturale della trasmissione è senz'altro lievitato – e non poco – rispetto alle trasmissioni del passato, che puntavano tutto sulla pigrizia del salotto televisivo. Rivisitata la sigla, più moderna (c'è anche il Rettore in ermellino). Buona la musica, eroico il preside Bonetta, che si è esposto incurante di tutti quelli che lo aspettavano al varco per dire che “era meglio prima”.
Andrà di sicuro meglio la seconda puntata. Quello che continua a mancare sono i dati di ascolto che possano in maniera quasi inoppugnabile far sapere quante persone rimangono incollate davanti al video…

Sebastiano Calella 03/06/2008 11.51