Scandalo acqua, parte la class action

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1873

PESCARA. Si è svolto l’incontro tra le associazioni Federconsumatori e Codici, per esaminare le ultime vicende riguardanti la gestione dell’Ato pescarese e le vicende riguardanti «le decine di provvedimenti giudiziari» della direzione politica, tecnica ed amministrativa dell’Ato e dell’Aca. Ma l’associazione Arco denuncia: «campagna allarmistica contro l’Abruzzo».
Prima che la magistratura faccia il suo corso le associazioni che tutelano i diritti dei consumatori hanno pensato di far partire una Class Action, ovvero un'azione collettiva risarcitoria.
Tre i punti presi in esame dalle associazioni: la tutela della salute, la rendicontazione dei danni provocati e la riconsiderazione dell'uso delle risorse.
«L'acqua contaminata è stata nociva per la salute umana», sostengono le associazioni.
«La regione Abruzzo, di fronte alle notizie rese note dall'azione della Magistratura, deve predisporre una immediata Indagine Epidemiologica in grado di analizzare, l'entità del danno, valutare, le misure sanitarie da prendere, e prevenire l'insorgenza di danni futuri alle persone che sono state esposte a questi gravi rischi».
I cittadini saranno chiamati a sottoscrivere il sostegno alla campagna promossa da Federconsumatori e Codici.

ARCO: CAMPAGNA ALLARMISTICA DANNOSA PER L'ABRUZZO

Secondo un'altra associazione che tutela i diritti dei consumatori, l'Arco, l'acqua dei rubinetti di Pescara oggi è buona. «E' di ottima qualità e non è inquinata da sostanze pericolose che superino i limiti di legge», assicura l'associazione.
«Lo dimostra il fatto che non ci sono ordinanze ne da parte dell'autorità sanitaria né da parte della magistratura che obblighino l'Aca, a titolo precauzionale, a sospendere la fornitura di acqua nelle nostre case, in attesa di ulteriori accertamenti».
Anche l' Arco, ha provveduto, in accordo con l'associazione degli Amministratori condominiali Anaci, a verificare per proprio conto, in altra regione, presso un laboratorio certificato Sinal, la salubrità dell'acqua prelevata dai rubinetti di casa dei pescaresi, «senza riscontrare la presenza, oltre i limiti di legge, di quegli elementi indesiderati che sono stati citati in tutti i comunicati stampa e che hanno creato grave turbamento nella popolazione».
Anzi l'Arco sostiene che sia in corso «una campagna allarmistica, non giustificata e dannosa per l'immagine dell'acqua d'Abruzzo, condotta da un non meglio definibile “Partito delle Acque Minerali” che ha trovato in questa occasione, adesioni non sospette».
L'associazione ha dato mandato ai propri avvocati d'individuare «tutte le azioni giuridiche utili ad interrompere quella che può rivelarsi una grave turbativa di mercato e, a tutela dei diritti economici dei consumatori, a verificare l'opportunità di una apposita “class action”, utile al risarcimento dei danni fin qui causati».

LA BASE DI CHIETI: IL PD DENUNCERA' IL PD?

E sulla questione scoppia, inevitabile, anche la polemica politica. «Il sindaco di Chieti Francesco Ricci», ricorda oggi il coordinamento de La Base, «che è l'unico responsabile istituzionale della salute dei cittadini, in più occasioni aveva riferito di non bere acqua minerale in quanto quella che sgorgava dai nostri rubinetti, secondo le analisi fornite dall'Ato – Aca – Arta era da considerarsi acqua oligominerale purissima. La presa di posizione di costituirsi parte civile nei confronti dell'Ato – Aca – Arta, apparsa sulla stampa in questi giorni appare tardiva e poco credibile».
«I responsabili erano noti», continua la Base, «ma il sindaco, al suo solito, nulla ha fatto. Il conflitto di interesse è evidente, i responsabili dell'inquinamento come quelli del disavanzo del Teatro sono riconducibili al Pd, e quindi può il Pd richiedere i danni a se stesso ? In Campania, per la questione dei rifiuti nessuna critica è stata espressa dal governo Prodi nei confronti di Bassolino».

31/05/2008 10.08