Burgo, la manifestazione e la rabbia del sindaco: «comportamento vergognoso»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Oggi per i lavoratori della Burgo è stata la giornata della manifestazione. In 200 hanno sfilato per le vie della città e hanno fatto tappa sotto l'edificio che ospita Prefettura e Provincia. 46 ASSOCIAZIONI CONTRO LA CHIUSURA
Poi si sono spostati davanti al palazzo della Curia arcivescovile, dove hanno incontrato il vicario generale, don Camillo Cibotti che ha portato loro la solidarietà dell'Arcivescovo Bruno Forte, a Roma per impegni.
Il corteo quindi si è concluso nell'aula consiliare del Comune dove lavoratori e rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dal sindaco e dai consiglieri regionali Camillo Cesarone e
Liberato Aceto.
La Burgo di Chieti rischia di chiudere mettendo a rischio 295 posti e altrettanti nell'indotto. Per i sindacati quello di oggi è l'inizio di un lungo percorso di lotta, di coinvolgimento politico, istituzionale e della società civile che a breve potrebbe sfociare in uno sciopero cittadino.
«Fino a quando sarò sindaco, e quindi almeno fino al 2010», ha detto ai lavoratori il primo cittadino Francesco Ricci, «quello dove sorge la Burgo sarà un sito produttivo e non ci sarà alcuna speculazione. Ciò non significa che non stenderemo tappeti rossi a chi vuol venire ad
aprire una fabbrica in Val Pescara. Oggi lo slogan deve essere uno solo: la Cartiera non deve chiudere».
«L'azienda - ha detto ancora il sindaco Ricci - si e' comportata in modo vergognoso. Ci hanno preso in giro per due anni».
Poi un appello: «non cedete alle tentazioni politiche, dobbiamo essere un muro unico, dare tutti il massimo».
«Questo è un percorso - ha detto il segretario provinciale della Uil Antonio Cardo - che serve a riaffermare la volontà dei lavoratori in un unico obiettivo: la continuità produttiva e la riaffermazione della validità del sito produttivo Burgo di Chieti».
30/05/2008 15.05

46 ASSOCIAZIONI CONTRO LA CHIUSURA

Sono 46 tra associazioni culturali e ambientaliste, componenti la consulta comunale delle associazioni, oggi hanno sottoscritto un documento contro la chiusura.
«Riteniamo doveroso far sentire anche la nostra voce», hanno detto i portavoce, «alle tante manifestazioni ed espressioni di sostegno che, giustamente e sentitamente, in questi giorni si sollevano da ogni parte della città a difesa di una azienda che rappresenta un pezzo della nostra storia cittadina, che ha segnato lo sviluppo di un'intera area, che ha dato il proprio, antico nome ad un grande “villaggio” e ad una scuola, contribuendo indubbiamente a caratterizzare l'identità di una comunità. Ogni famiglia in città ha un parente o un conoscente che lavora o ha lavorato alla “cartiera”».
«Come associazioni cittadine», si legge poi in un documento, «vogliamo condividere ogni eventuale impegno, iniziativa, si ritenesse utile, possibile, per contribuire a rendere manifesto con forza, unità, determinazione che la città non è indifferente alla sorte di oltre cinquecento famiglie e che un intero territorio, che va oltre l'area urbana, subirebbe una ferita insanabile dalla paventata chiusura della fabbrica».

31/05/2008 14.47