Omicidio Agostino, la Dia arriva a Montesilvano dal poliziotto che «depistò»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. Potrebbe esserci una svolta nell'inchiesta sul duplice omicidio dell'agente Antonino Agostino e di sua moglie avvenuta il 5 agosto 1989 a Villagrazia di Carini, nel Palermitano. Ieri una perquisizione della Dia di Palermo a Montesilvano.
La direzione antimafia di Palermo ieri è arrivata a Montesilvano. Ha bussato alla porta del poliziotto in pensione Guido Paolilli, indagato nell'ambito dell'inchiesta per l'omicidio dell'agente Antonino Agostino e della moglie, che era incinta. Una accusa grave per l'ex poliziotto ma tutta ancora da verificare ed appurare.
Paolilli indagò sul duplice omicidio e adesso è accusato di favoreggiamento aggravato e continuato. Secondo l'accusa avrebbe depistato le indagini e favorito la mafia.
Del caso si occupano i pm di Palermo Domenico Gozzo e Nino Di Matteo.
La casa di Paolilli, secondo quanto riporta Repubblica-Palermo, è stata perquisita, alla ricerca di documenti che lo stesso indagato avrebbe detto di aver trovato nell'abitazione di Agostino dopo l'omicidio.
Rivelazione che venne fatta al padre dell'agente ucciso e ad alcuni superiori ma in realtà quei sei fogli non furono mai inseriti negli atti ufficiali dell'inchiesta.
Agostino era un agente del commissariato San Lorenzo, ma un suo collega rivelò ai magistrati che avrebbe lavorato anche con i servizi segreti per la cattura di latitanti mafiosi. I Servizi hanno sempre smentito.
L'uccisione dell' agente Agostino è stata più volte collegata alla scomparsa per lupara bianca, nel marzo 1990, dell'ex agente di polizia Emanuele Piazza, 30 anni, che collaborava col Sisde.

L'OMICIDIO E UNA BARBA CHE CONTINUA A CRESCERE

Antonino Agostino e Ida Castellucci morirono giovanissimi. Lui aveva 28 anni, lei solo 19 ed era incinta. Il 5 agosto del 1989 vennero uccisi da una raffica di proiettili a Villagrazia di Carini, in provincia di Palermo.
Agostino era un agente della Polizia in servizio presso la questura di Palermo. Le ragioni del duplice omicidi sono ancor oggi ignote. Il padre dell'agente promise di non tagliare più la barba finchè non avessero scoperto i colpevoli. Oggi la barba è ancora lunga.
L'uomo la scorsa estate ha scritto una lettera all'ex premier Romano Prodi e al presidente della Repubblica per «fare cadere il segreto di Stato sulle notizie fondamentali per la Procura» per fare luce sul duplice omicidio di mafia.
«Attendiamo da 18 anni la verità sull'assassinio di nostro figlio», scrissero in una lettera i coniugi Agostino, «e di nostra nuora, Ida Castelluccio, che portava in grembo un bimbo - si legge nella lettera - Quel 5 agosto 1989 sono stati trucidati dal piombo di sicari ancora senza nome e senza volto: ogni giorno, da allora, continuano ad essere uccisi dal silenzio di chi - all'interno delle istituzioni - sa e non parla, per chissà quale ragione».

30/05/2008 14.32