Chiusura Burgo, nuovi appelli per salvare la cartiera

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. «Evitare la dismissione della Cartaria, per quello che rappresenta nella storia e nell’economia di Chieti e di tutta la Val Pescara e, soprattutto non interrompere la produzione. Alle istituzioni chiediamo la tutela del nostro territorio».
Questo hanno affermato i lavoratori ed i sindacati nel corso dell'incontro che hanno avuto con il presidente della Provincia di Chieti, Tommaso Coletti e l'assessore alle attività produttive Giovanni Di Fonzo che hanno ancora una volta dato la più ampia disponibilità a cercare di risolvere tale emergenza lavorativa ala fine di scongiurare una grave crisi occupazionale.
Il presidente Coletti ha ribadito l'impegno di sempre sottolineando come proprio l'area della Val Pescara sia stata trascurata precedentemente dalle istituzioni, solo ora con la costituzione del neonato Patto Chietino Ortonese, potrà ottenere maggiori occasioni di sviluppo.
Sia il presidente che l'assessore Di Fonzo hanno affermato che le istituzioni non sono dalla parte di chi vuole attuare speculazione e vigileranno affinché ciò non accada.
A tale proposito Coletti ha inviato un fax al presidente del Consorzio per lo Sviluppo industriale Chieti Pescara ed al sindaco di Chieti, Francesco Ricci, ai quali chiede «un'azione unanime e coordinata tra le istituzioni, Provincia e Regione e le organizzazioni sindacali, per difendere il territorio e le aspettative dei lavoratori».
Intanto domani mattina alle ore 11.30 il sen. Fabrizio Di Stefano, coordinatore regionale di An, e l'on. Giovanni Pace, presidente emerito della Regione Abruzzo, saranno ricevuti presso il ministero delle attività produttive dal sottosegretario di stato Pasquale Viespoli, al quale rappresenteranno le problematiche relative allo stabilimento della Burgo di Chieti alla luce dell'incertezza preoccupante che investe il futuro dello stesso.
«Sarebbe opportuno - dichiarano Di Stefano e Pace - che la proprietà facesse chiarezza manifestando le proprie reali intenzioni, considerando come la sciagurata ipotesi della chiusura vada evitata a ogni costo perchè la crisi socio-economica che ne seguirebbe sarebbe drammatica, trattandosi di lavoratori che non potrebbero percorrere né la strada del pensionamento né quella della mobilità lunga. Nel recente passato Comune, Provincia e Regione hanno garantito che la proprietà avrebbe investito su Chieti e i fatti sembrerebbero smentirli. In merito alle dichiarazioni del sindaco Ricci, vorremo capire, quando parla di cordata di imprenditori locali, se questa ipotesi potrà salvaguardare posti di lavoro e professionalità acquisite e soprattutto se manterrà la mission dell'impianto, per la quale si sono sostenuti investimenti e ottenuti risultati importanti. Basti ricordare, al riguardo, che lo stabilimento ha indici di produttività che lo collocano tra i più alti del gruppo, a testimonianza di un'esperienza che va tutelata e sostenuta».

28/05/2008 11.22