Tangenti e finanziamento illecito ai partiti: due inchieste stessi risultati

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Tangenti e finanziamento illecito ai partiti: due inchieste stessi risultati
PESCARA. Una mole enorme di documenti, nuovi spunti e verifiche, una inchiesta che cresce ogni giorno di più e si ramifica, la possibilità di tirare dentro molte persone. Sono queste le uniche certezze che emergono dal lavoro della polizia postale, coordinato dal pm Gennaro Varone, che ha portato all'arresto due settimane fa dell'ex dirigente del Comune, Guido Dezio.
Il riserbo è pressocchè totale su questa imprevista inchiesta che sembra essersi incuneata tra quelle già esistenti che vedono al centro il Palazzo di città, come quella sulle tangenti e l'urbanistica condotta dalla Squadra mobile e coordinata dal pool di pm Mennini, Di Florio, Bellelli, Aceto.
Le indagini che hanno portato all'arresto di Dezio sarebbero strettamente legate al filone urbanistico, una prova la si evince da una riunione avvenuta questa mattina al terzo piano della procura, all'interno dell'ufficio del pm Varone, che ha visti partecipare il vicecapo della polpost, Davide Zaccone, ed il capo della Mobile, Nicola Zupo.
Un incontro che la dice lunga su quanto starebbe emergendo, vista la necessità di coordinarsi e dunque di fare il punto della situazione per evitare sovrapposizioni e razionalizzare al meglio il lavoro della squadra che sta indagando.
Anche perché si è alle prese con una mole sempre maggiore di documenti che aumenta giorno dopo giorno.
In sostanza il coordinamento voluto dallo stesso pubblico ministero mira a dare coerenza alle due inchieste e a chiarire eventuali punti oscuri potendo giovare della messa a disposizione delle informazioni tra gli inquirenti.
Quello che sembrava solo accennato in una inchiesta potrebbe essere chiarito dall'altra…

Ed era già chiaro dal giorno degli arresti di Dezio che quella indagine cominciata per capire il perché vi fossero in giro certificati anagrafici non regolari era sfociata in qualcosa di diverso e di molto più importante e grave.
Per ora le accuse mosse all'unico indagato sono concussione e tentata concussione ma nel continuo divenire del lavoro di indagine sarebbero emersi nuovi fatti e, dunque, nuove contestazioni come ad esempio il finanziamento illecito ai partiti anche se si starebbero valutando altri fatti ed eventuali nuove contestazioni.
I potenziali indagati potrebbero essere addirittura oltre 15 a diverso titolo tirati dentro da prove che sarebbero già in mano alla procura.
Molti di questi potrebbero essere imprenditori che hanno lavorato per il Comune e hanno vinto gare di appalto - regolari fino a prova contraria - ma che avrebbero versato, secondo la procura, denaro al dirigente comunale che per molto tempo è stato anche tesoriere del partito della Margherita e braccio destro dell'attuale sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso.

Fondi illeciti al partito perché sarebbe stata trovata la prova dell'esistenza di somme su alcuni documenti e file nel computer di Dezio (non solo, dunque, sulla minuta sequestrata) che non risulterebbero né in uscita dalle imprese e né in entrata al partito.
Le parole magiche allora sono: "fondi neri", consuetudine intorno alla quale si sta concentrando gran parte dell'attenzione degli inquirenti che seguendo il fiume del "nero" potrebbero risalire a conti bancari e alle eventuali "sorgenti".
Un problema di sicuro molto diffuso che questa volta però potrebbe avere finalità diverse dalla semplice evasione fiscale.
Altre perquisizioni sarebbero già state predisposte per i prossimi giorni per nuovi sequestri di documenti: visite mirate e a colpo sicuro.
Ma le dimensioni dell'inchiesta sono ancora imprecise e ignote agli stessi inquirenti per questo è plausibile che gli indagati possano di qui a qualche giorno (dopo alcune verifiche) salire di molto così come la stima del fondo nero che sarebbe stato individuato potrebbe essere molto ingente forse più vicino ai 300mila euro.

Che la polizia postale sia arrivata in sei mesi agli stessi risultati della mega inchiesta sull'urbanistica?
Nella inchiesta su presunte tangenti legate agli accordi di programma a Pescara risulterebbero indagate quasi 40 persone tra le quali lo stesso Dezio e il sindaco D'Alfonso oltre alcuni dirigenti comunali e molti imprenditori del mattone.
L'incontro di questa mattina è solo una conferma che qualcosa di molto importante è stato trovato e che i tempi sono ormai maturi per ulteriori sviluppi.

26/05/2008 15.12

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