Montesilvano, un campo da tennis sul demanio marittimo: «si violano le leggi»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Montesilvano, un campo da tennis sul demanio marittimo: «si violano le leggi»
MONTESILVANO. Il comitato Mare Libero ha scritto una lettera al sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma contestando dei nuovi lavori lungo la spiaggia: «violano il piano demaniale marittimo».
«Lo "stile Montesilvano" rispetto alla cementificazione del territorio non sembra cambiare nonostante le note vicende passate», contesta il comitato ambientalista.
La nuova protesta è nata a seguito dell'inizio dei lavori sulla spiaggia in concessione all' Hotel Le Nazioni.
«Proprio lì», spiega Mare Libero, «è in corso la realizzazione di un impianto sportivo (campi da tennis) con apposizione di relativi manufatti che occupano ben 600 mq di arenile, in palese contrasto con le previsioni del Piano Demaniale Marittimo Regionale».
Così Mare Libero prende le carte e recita le norme: «all'articolo 5 si dice chiaramente che la percentuale massima di superficie pavimentata per passerelle e piazzole non potrà superare il 20% dell'area concessa, con una superficie massima di mq 250 (al comma 9)» e che «la percentuale di superficie copribile con volumi e tettoie, escluse le tende ombreggianti, è del 20% dell'area in concessione, con una superficie coperta massima di mq 250"(comma 10)»
«Lo stesso Piano Spiaggia, approvato dal vostro Comune», si legge nella lettera di Mare Libero, «stabilisce che per quanto concerne gli impianti sportivi " eventuali nuove strutture da inserire come campi da tennis e piscine, sono possibili solo nel caso che l'arenile abbia una profondità superiore a ml 50 e non siano in contrasto con il contenuto normativo del Piano Demaniale Marittimo"».
«Ci sembra», continuano, «che ciò che voi autorizzate sia in contrasto con le norme che voi stessi stabilite. Ci auguriamo pertanto che vogliate operare un controllo immediato alle autorizzazioni date».
Anche i dati che emergono dai controlli della Guardia di Finanza sul litorale montesilvanese non sono confortanti: oltre il 70% degli stabilimenti non sarebbe a norma e presenterebbe difformità dal progetto iniziale.
Sui 65 oggi esistenti solo due rientrano nei parametri di legge, mentre tre o quattro sono addirittura privi di concessione edilizia.

26/05/2008 11.37