Paterna, false fatturazioni del Pescara Calcio: demolita l'accusa

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2292

L'AQUILA. La Corte di Appello de L'Aquila ha dichiarato inammissibili gli appelli proposti dal Procuratore della Repubblica di Teramo e dalla Avvocatura Distrettuale dello Stato contro la sentenza emessa in data 6 dicembre 2006 dal gup del Tribunale di Teramo, Giovanni Cirillo, nel procedimento penale a carico di Paterna Dante (ex Presidente del Pescara Calcio) e Cantoresi Luca.
La sentenza della Corte di Appello, pronunciata alla udienza del 14 maggio 2008, chiude così definitivamente la nota vicenda processuale ribadendo l'innocenza dell'ex patron del Pescara, Dante Paterna, e di Luca Cantoresi, da tutte le ipotesi di reato che erano state formulate.
Il procedimento penale, aperto nel lontano 2002, addebitava a Paterna ed alle società del suo gruppo l'emissione di una serie di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti.
«In realtà», ha spiegato lo stesso Paterna, «nel corso della laboriosa udienza preliminare, si è accertata la insussistenza dei delitti contestati ed il gup ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere nei miei confronti e demolendo così le ampie indagini condotte dalla Guardia di Finanza».
Analoga sorte è toccata alle impugnazioni proposte dal Procuratore della Repubblica di Teramo e dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato per conto dell'Agenzia delle Entrate, che la Corte di Appello ha rigettato il 14 maggio 2008 perchè inammissibili.
La lunga vicenda processuale si è pertanto conclusa con il riconoscimento della innocenza di Paterna e del Cantoresi.

26/05/2008 9.47