Centro Oli, sale l'attenzione della stampa nazionale

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Centro Oli, sale l'attenzione della stampa nazionale
ABRUZZO. «Ecco, il "centro oli" dovrebbe cominciare qui, dove partono i filari dei vitigni chardonnay». Anche l'inviato di Repubblica e quello de il Giornale nei giorni scorsi si sono fatti un giro tra le ridenti campagne tra Ortona e Miglianico, lì dove dovrebbe spuntare a breve l'oil centre dell'Eni.
La protesta monta ogni giorno di più e l'attenzione dei media nazionali cresce.
La lotta per una economia pulita e ecologica, come la chiamano da queste parti, contro l'economia chimica delle moderne produzioni industriali va avanti nonostante sia tutto apparentemente fermo.
I comitati rimangono vigili perché se hanno vinto la battaglia dei mesi scorsi, quando il Consiglio Regionale ha sospeso tutto fino al nuovo anno, non è detto che vinceranno la guerra.
Così quando arriva un giornalista da fuori regione per loro è quasi come una boccata d'ossigeno. Quando devono mostrare a qualcuno che non sa il punto esatto dove sorgerà la mini raffineria, tra vitigni e natura incontaminata, loro ritrovano forza per la loro battaglia.
Come è accaduto domenica scorsa quando nell'aula consigliare del Comune di Pescara, sono convenuti un migliaio di persone, con 30 trattori, accompagnati da decine di amministratori di Cantine Sociali, sindaci del comprensorio, associazioni di categoria (Coldiretti, Cia, Legambiente, etc, etc), e cosiglieri regionali di opposti schieramenti, dal consigliere Mario Amicone a Bruno Evangelista ad Angelo Orlando, Maria Rita La Morgia, Camillo D'Alessandro, il Senatore Legnini: tutti a chiedere di fermare la realizzazione dell'impianto di prima lavorazione del petrolio.
«I vini Doc Montepulciano e Trebbiano d'Abruzzo», ripetono gli imprenditori del settore, «finalmente rendono la giusta mercede a migliaia di contadini e sono i nostri ambasciatori nel mondo. A Falconara, nelle Marche, esiste una raffineria che noi, come Viggiano, abbiamo visitato e dove abbiamo visto il degrado in cui vive la popolazione. La loro lotta ci riguarda da vicino, perchè mentre noi abbiamo il lusso, chissà per quanto tempo ancora, di poter prevenire malattie e distruzione, loro ce l'hanno già in casa e sono una sorta di finestra sul futuro per noi».
Nuovi comitati spontanei stanno nascendo in tutta la Regione, Comuni anche di altre province stanno deliberando contro questo tipo di sviluppo, qualche giorno fa il comune di Pratola Peligna (AQ) ha adottato una posizione di contrarietà.
Ora passa tutto in mano alla Regione, dove sono presenti 3 testi di modifica della legge n.2 del 4/3/2008.
Il comitato Natura Verde chiederà alla II sottocommissione di essere ascoltati per discutere degli emendamenti presentati «poi vedremo se il "buon senso" dei nostri amministratori prevarrà contro gli interessi delle lobby delle multinazionali».

24/05/2008 10.06