Cassazione: stupro di gruppo con video, domiciliari per 5 minori

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. La Cassazione ha disposto l'obbligo per cinque minorenni dell'Aquila, accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di una coetanea, di non uscire dalla propria abitazione tramite la «misura coercitiva della permanenza in casa». La decisione arriva dopo una lunga battaglia legale fatta di numerosi ricorsi.

I ragazzi erano stati lasciati a piede libero dal Gip e solo su appello del Pm il tribunale per i minorenni dell'Aquila, il 9 luglio 2007, gli aveva applicato la «misura coercitiva della permanenza in casa».
I fatti risalgono al febbraio del 2006, ma vennero a galla solo un anno dopo.
I giovani avevano costretto la loro vittima ad avere rapporti con uno di loro minacciandola, se non avesse consentito, di divulgare le riprese fatte con il cellulare dei rapporti che in precedenza avevano già avuto con lei.
A denunciare il fatto fu proprio la vittima della violenza ma solo un anno dopo, a febbraio 2007, perchè intimorita dalle minacce del gruppetto Il tutto si sarebbe svolto in un luogo tranquillo (la casa della nonna di uno dei ragazzi) e dopo una festa, dove vino e alcool sgorgavano a fiumi.
Una volta ubriaca, i giovani avrebbero approfittato di lei: l'avrebbero spogliata e costretta ad avere rapporti e nel frattempo avrebbero ripreso tutto con i cellulare.
Dopo il fatto i cinque hanno cominciato a minacciare la vittima di pubblicare tutte le immagini su internet e addirittura di farlo vedere ai suoi genitori.
La Suprema Corte - con la sentenza 20551 della terza sezione penale - ha confermato le custodie cautelari dei cinque adolescenti ai quali, invece, il Gip dell'Aquila aveva ritenuto di non dover limitare la libertà personale ritenendo che i rapporti con il 'branco' fossero stati consenzienti e l'unica violenza fosse stata quella "estorta" con la minaccia di divulgare il video.
Per la Cassazione, invece, si è trattato di violenza di gruppo perché tutti componenti del 'branco' assistevano ai rapporti di ciascuno di loro con la ragazza.
E poi, ad avviso degli 'Ermellini' il comportamento di questi ragazzi è di «particolare allarme sociale» e configura il «rischio di reiterazione» anche per il ricorso alla minaccia di divulgare i video girati con il cellulare.
Così la Suprema Corte ha convalidato le misure coercitive, di non uscire dalla casa di mamma e papà per M. B., M.D.P., A. D.C., M.L.S. e A. S..

22/05/2008 15.55

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=13452]LA NOTIZIA DI QUEI GIORNI[/url]