L’associazione Libera ri-sorge a Pescara

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Libera, associazione anti-mafia fondata da Don Luigi Ciotti, torna ad essere presente anche a Pescara. Dopo un primo difficoltoso approdo nel pescarese qualche anno fa, oggi riparte con l’intensità e la convinzione di professionisti impegnati nella lotta contro le associazioni di stampo mafioso.
Ieri la prima assemblea di costituzione a cui ha partecipato l'On. Pina Fasciani e hanno aderito associazioni come Agesci, Legambiente, Movimentazioni, Paxi Christi, Rifondazione Comunista.
«A Pescara ci sono state diverse iniziative anche importanti ma è stata una modalità in cui la denuncia è stata messa da parte, per questo ci sono state difficoltà a far nascere un coordinamento. Libera deve riuscire ad allargare le potenzialità e rafforzare la rete territoriale» spiega Gabriella Stramaccioni coordinatrice nazionale di Libera.
«A Libera non si lavora autonomamente, il coordinamento deve essere una rete di collaborazioni, un lavoro organico aldilà degli schieramenti politici» afferma Giuseppe La Pietra, coordinatore regionale «è una rete ambientale, sociale, d'informazione che penetra in più campi e lavora capillarmente».
Considerando che Pescara, secondo un'indagine della Confesercenti, è la prima classificata in Italia a rischio d'usura l'attenzione a riguardo e soprattutto l'educazione devono essere tali da permettere di riconoscere, al fine di denunciare, le illegalità di stampo mafioso.
«Abbiamo aperto 38 convenzioni con le università nazionali per approfondire il tema sulla mafia» continua la coordinatrice «in Italia abbiamo una sottovalutazione delle organizzazioni criminali e uno dei più alti livelli di corruzione nelle amministrazioni. Non basta essere civili bisogna essere anche responsabili».
Un'associazione che come tutte quelle che s'impegnano nella lotta contro le illegalità ha dovuto subire le ire di chi di illegalità ci vive o le angherie di chi vuole sfruttare il nome di un'associazione che non ha fini di lucro.
«La Regione Abruzzo si è attivata in proposte sui beni confiscati», afferma Davide Pati, dell'Ufficio Nazionale Beni Confiscati di Libera, «alle istituzioni chiediamo il massimo impegno, la denuncia non deve mai venir meno».
Libera infatti, nella rappresentanza di Giuseppe La Pietra, ha avuto un incontro con Elisabetta Mura, assessore regionale alle politiche sociali, ed è arrivata con le sue inchieste in Parlamento grazie alle interrogazioni parlamentari presentate da Pina Fasciani, Maurizio Acerbo, Giuseppe Di Lello e firmate anche da altri deputati sulle perpetrazioni mafiose in Abruzzo.

ABRUZZO: DA REGIONE VERDE A REGIONE PETROLIFERA

«Come mai Pescara pur non essendo una grande città industrializzata e ricca è una città terziaria? » chiede Tusio De Iuliis, dell'associazione “Aiutiamoli a vivere”, uno dei fondatori di Libera a Pescara «è chiaro che ci sia qualcosa che non va in questa città».
Ma Pescara non è l'unica nota ambigua d'Abruzzo «a Vasto si sta costruendo per 90.000 abitanti quando ne ha appena 40.000» afferma Luzio Nelli (Legambiente).
Infatti proprio a Vasto «per la prima volta in Abruzzo si è istituito un processo per mafia» continua Giuseppe La Pietra.
Al problema dell'illegalità si aggiunge quello del sentirsi soli in quella che è una battaglia sociale e non personale «già dai primi rapporti sull'ecomafia, quasi 10 anni fa, c'era sempre chi aveva fretta di smentirci» prosegue Luzio Nelli «la politica se ne tira fuori e quando arrivano le minacce sei solo».

Antonella Graziani 21/05/2008 9.48