Acquisti a rate per tirare avanti, Chieti prima in Italia

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LA CLASSIFICA. ABRUZZO. Per andare avanti c'è bisogno di un prestito. Gli abruzzesi sanno quanto è vera questa frase. Stando ad una classifica pubblicata dal Sole 24 Ore, Chieti è addirittura la prima città in Italia per numero di richieste di prestiti. Pescara si posiziona al quinto posto. Un po' meglio vanno le cose a Teramo (13°) e L'Aquila (68°).
Tasche vuote ma non si rinuncia agli acquisti (spesso necessari).
Se prima si preferiva pagare con soldi a disposizione nei conti correnti, adesso si è disposti anche a indebitarsi.
Un fenomeno che può essere letto con lenti diverse ma che forse dice una verità difficile da mettere in dubbio: siamo diventati più poveri.
Due le tipologie di prestito: quello personale e quello finalizzato.
In netto aumento il secondo, ovvero il finanziamento acceso, in genere, presso un rivenditore di beni o servizi per l'acquisto di auto, elettrodomestici, viaggi.
Poveri sì, quindi, ma felici, con un'auto nuova, un telefonino di ultima generazione o una vacanza che, in teoria, non ci si potrebbe permettere.
Ma anche soddisfazioni spesso "necessarie" visti gli aumentati ritmi di lavoro e di stress che la società della tecnologia ci impone.
Nella provincia di Chieti la cifra media di un prestito personale richiesto nel 2007 è stata 14.882 euro, al di sopra della media nazionale che si ferma a 12.388 (-2,2% rispetto al 2006).
Nella provincia di Pescara la cifra media è stata di 14.202 (+3,8%), a Teramo di 13.513 (+12,7%) e a L'Aquila di 11.991 (-2,6%).
Crescono rispetto all'anno precedente i prestiti finalizzati nella provincia di Chieti la media per famiglia è stata di 6.030 (8,7%), nella provincia di Pescara 6.046 (+6,8%), di erano (6.155 (+6,7%) a L'Aquila 6.007 (12,4%).
Meno soldi in tasca, quindi, ma stessa necessità o voglia di comprare e così gli abruzzesi scelgono le rate.
«Questi sono dati allarmanti», ha commentato il consigliere di An Alfredo Castiglione, «e danno la misura di come tante famiglie debbano rivolgersi sempre più spesso e per importi crescenti a finanziarie private sino a fermarsi – i più fortunati – nell'anticamera dell'usura».
Critico il consigliere di minoranza con la Regione che «non ha fatto nulla per affrontare tali disagi ma ha azzerato i finanziamenti (500.000 euro) che la Giunta Pace aveva assegnato alle associazioni e fondazioni anti-usura senza sviluppare alcuna necessaria politica di prevenzione».

21/05/2008 9.06