La D’Annunzio apre allo "shopping sanitario di eccellenza" con l’Irccs

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2335

La D’Annunzio apre allo "shopping sanitario di eccellenza" con l’Irccs
CHIETI. Anche Chieti avrà un IRCCS, cioè un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Lo ha ottenuto Franco Cuccurullo, rettore della d'Annunzio, dall'ex ministro della Sanità Livia Turco e lo ha deliberato il CdA dell'Ateneo nel consiglio del 27 marzo scorso, con una modifica allo Statuto della Fondazione. PROTESI AL GINOCCHIO: INTERVENTO INNOVATIVO A CHIETI
La notizia, almeno per gli addetti ai lavori, era nota. Meno noto invece è che il nome più accreditato per ricoprire la carica di direttore è quello del professor Massimo Fini, attuale direttore scientifico dell'omologo Irccs, San Raffaele Pisana, a Roma (del gruppo Tosinvest) e che è anche fratello del Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Insomma una notizia-puzzle, che si compone gradualmente e che sarà chiara solo quando la Regione accrediterà, come da richiesta, 15 posti letto per il day hospital nell'istituendo Istituto di ricovero.
Accorpamento di reparti negli ospedali pubblici, ridimensionamento delle Cliniche private, tagli di posti letto, chiusura minacciata dei piccoli ospedali, debiti della sanità, piani di rientro, tickets sui medicinali, possibile aumento dell'Irpef e dell'Irap, carenza di personale medico e infermieristico? “Quisquilie”, avrebbe detto Totò: non esistono intoppi o ripensamenti per chi progetta lo shopping sanitario di eccellenza.
Perché in effetti la strada spianata per il più potente gruppo sanitario privato in Italia, già presente peraltro in Abruzzo, con una clinica a Sulmona, nasce dal fatto incontrovertibile che il binomio assistenza e ricerca in questi IRCCS (siano essi pubblici o privati) produce qualità certificata in medicina.
E più gli ospedali pubblici sono in affanno, più mercato c'è per gli imprenditori privati.
Che tanto privati però non sono, visto che comunque chiedono la convenzione alla Regione ed operano con soldi pubblici.
Lo dice la delibera del CdA della d'Annunzio passata all'unanimità in Consiglio, ma che ha suscitato qualche critica silenziosa tra i componenti del Senato accademico, peraltro anch'essi schierati sulle posizioni del rettore con un'obbedienza di tipo gesuitico, molto rigida.
La critica è, tuttavia, duplice: la prima investe un aspetto marginale e poco interessante per il grande pubblico, ma è di sostanziale importanza per il mondo accademico.
La d'Annunzio avrebbe “svenduto” per 40 anni, con un comodato gratuito, locali e attrezzature del Cesi e dell'Itab per un'avventura i cui benefici – leggi guadagni – non ricadranno sull'Università.
La seconda è procedurale: secondo alcuni esperti di Diritto, a modificare lo Statuto doveva essere la Fondazione e non il CdA dell'Università.
Così come sembra un pò confuso il comodato concesso all'IRCCS dall'UdA per un'attività della Fondazione.
In attesa di un chiarimento, il puzzle comincia a prendere forma e ad essere leggibile: i buoni rapporti con Livia Turco, ai più incomprensibili dopo la collaborazione con la Moratti, le visite del Ministro della sanità in carica durante la campagna elettorale, bilanciate però con la visita di Gianfranco Fini al Senato accademico della d'Annunzio, il corteggiamento politico dell'assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca, un abboccamento con il professor Massimo Fini – qualcuno ha parlato di sopralluogo – il mese scorso, l'apparente distacco della d'Annunzio dal problema dell'istituenda azienda autonoma universitaria del SS. Annunziata.
Insomma una politica sanitaria parallela e bipartisan che invece di affrontare i problemi drammatici degli ospedali, dei precari, della difficoltà di assicurare ai cittadini abruzzesi anche i Lea (livelli essenziali di assistenza), gioca sui tavoli nazionali per la spartizione del potere economico e politico che la sanità produce.

Sebastiano Calella 21/05/2008 8.40



LEGGI LA DELIBERA DEL CDA DELLA D'ANNUNZIO: PUNTO 6.1



[pagebreak]


DELIBERA DEL CDA DELLA D'ANNUNZIO: PUNTO 6.1

Il Rettore rappresenta che, con il D.Lgs.n.288 del 16.10.03, è stata emanata una norma specifica per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, in breve indicati con l'acronimo IRCCS.
Detti istituti sono definiti dalla medesima norma come “enti a rilevanza nazionale dotati di autonomia e personalità giuridica che, secondo standard di eccellenza, perseguono finalità di ricerca, prevalentemente Clinica e traslazionale, nel campo biomedico e in quello dell'organizzazione e gestione dei servizi sanitari, unitamente a prestazioni di ricovero e cura di alta Specialità” A tal proposito - in considerazione delle attività sin qui svolte dalla Fondazione U.d'A., in particolare con riferimento al Centro di Ricerca Clinica e all'ITAB, nell'ambito della geriatria e dell'oncologia - si propone la modifica dell'art. 2 dello Statuto della medesima Fondazione laddove si parla di “Finalità e attività strumentali, accessorie e connesse” con l'inserimento della seguente dizione:

h) costituire Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico.
Il Rettore rappresenta, inoltre, che, in funzione dell'istituendo IRCCS nella Fondazione, sarà attivato l'ingresso, quali componenti del Consiglio d'Amministrazione, di n.2 rappresentanti designati dal Ministero della Salute, due rappresentanti designati dal Presidente della Regione ed uno di designazione comunale (Comune in cui insiste la sede prevalente di attività clinica e di ricerca).

Per quanto attiene al “titolarità dell'autorizzazione e dell'accreditamento sanitari”, il Rettore rappresenta che sono state attivate trattative con il Presidente della Giunta Regionale e con il competente Assessore, relativamente all'attribuzione di n.15 posti letto accreditati per il Day Hospital e, a seguito di tali trattative, l'Assessore alla Salute ha in elaborazione deliberazione di Giunta per l'approvazione del rilevato aumento demografico regionale, al fine di implementare l'attuale novero regionale dei posti letto accreditati, in modo tale da procedere all'attribuzione dei suddetti posti letto al costituendo IRCCS.
Ai fini del riconoscimento dell'IRCCS funzionalmente alla domanda che dovrà essere presentata, si rende necessario che la Fondazione abbia la disponibilità dei locali e delle attrezzature tutte, mediante la proprietà ovvero il Possesso degli stessi.
Il possesso potrà essere assicurato mediante contratto di comodato gratuito quarantennale avente ad oggetto i locali del Ce.S.I. e dell'ITAB e le attrezzature esattamente funzionali all'IRCCS.

Il Rettore rappresenta che il Senato Accademico, nella seduta del 10.03.08, ha deliberato di approvare la costituzione di IRCCS da parte della Fondazione, di approvare la proposta di modifica dello Statuto della Fondazione con l'introduzione all'art. 2 del punto “h costituire Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico.”, conferendo mandato al Rettore per l'acquisizione del previsto parere ministeriale.
Il Senato Accademico ha, inoltre, deliberato di concedere, funzionalmente alla costituzione di IRCCS da parte della Fondazione, in comodato gratuito quarantennale i locali dell'Edificio Ce.S.I. e dell'ITAB e le attrezzature esattamente funzionali all'IRCCS ivi ubicate.
Preso atto di tutto quanto esposto in narrativa, il Consiglio d'Amministrazione, a maggioranza con l'astensione del Direttore Generale e del Rettore,

DELIBERA

1. di approvare la costituzione di IRCCS da parte della Fondazione U.d'A.;
2. di approvare la proposta di modifica dello Statuto della medesima Fondazione con l'introduzione all'art. 2 del punto “h) costituire Istituto di ricovero e cura carattere scientifico.”;
3. di conferire mandato al Rettore per l'acquisizione del previsto parere ministeriale;
4. di concedere, funzionalmente alla costituzione di IRCCS da parte della predetta Fondazione, in comodato gratuito quarantennale i locali dell'Edificio Ce.S.I. e dell'ITAB e attrezzature esattamente funzionali all'IRCCS ivi ubicate.

21/05/2008 8.40

[pagebreak]

PROTESI AL GINOCCHIO: INTERVENTO INNOVATIVO A CHIETI


CHIETI. Per la prima volta in Italia, presso la Clinica Ortopedica e Traumatologica dell'Ospedale Policlinico di Chieti, una particolare protesi di ginocchio è stata impiantata a una donna di 74 anni residente in provincia di L'Aquila, che da cinque anni non era in grado di camminare e che, subito dopo l'intervento, è invece tornata immediatamente in piedi. Si tratta di una protesi modulare a cerniera applicata con il sistema ZSS (Zimmer Segmental System), una nuova soluzione per i casi di grandi resezioni ossee che consente di ricostruire l'articolazione, realizzando impianti ad hoc per ciascun paziente.
L'operazione è stata effettuata da un'équipe dell'Università d'Annunzio e dell'Azienda sanitaria locale di Chieti, coordinata dal professor Vincenzo Salini e dal professor Claudio Alberto Orso, coadiuvati dai dottori Christian Colucci, Daniele De Amicis e Andrea Natale. E' la quinta volta in Europa che si effettua un intervento di questa tipologia e complessità.
La paziente, una donna di origini non italiane, era stata sottoposta dieci anni fa a un intervento di sostituzione protesica del ginocchio, che non aveva dato esito positivo. Alla fine dello scorso gennaio la protesi presentava segni evidenti di mobilizzazione settica e metallosi che ne avevano reso necessario l'espianto e l'applicazione per circa quattro mesi di uno spaziatore in cemento antibiotato.
L'intervento eseguito dall'équipe di Salini e Orso è consistito nella rimozione di tale spaziatore e la sua sostituzione con la protesi modulare a cerniera, necessaria per colmare la consistente perdita di sostanza ossea che si era evidenziata già con il secondo intervento.
«Sono molto soddisfatto - ha commentato il professor Salini -. Questa paziente era allettata e non poteva camminare da quasi cinque anni. Ora, dopo l'intervento, il ginocchio è stabile e riesce a flettere fino a 70 gradi. Riuscire a mettersi in piedi e camminare, anche se dovesse servire l'aiuto di un bastone, è un risultato straordinario».

21/05/2008 12.12