Settimana di fuoco per Sitindustrie, il 23 tavolo di governo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SULMONA. Settimana di incontri decisivi per il futuro dello stabilimento produttivo della Sitindustrie di Sulmona. Lunedì 19 incontro pomeridiano a Pescara tra istituzioni e organizzazioni sindacali, venerdì 23 maggio tavolo di discussione presso il Ministero dello Sviluppo Economico a Roma.
Intanto, è saltato il vertice regionale per discutere sulla vertenza Cosmo, in calendario per il 13 aprile. Cgil all'attacco: “Occorre applicare criteri di equità per tutti i lavoratori”.
Dopo la decisione scaturita dal consiglio di fabbrica di bloccare i macchinari per impedire un eventuale smantellamento dell'azienda da parte della proprietà, alla fine lavoratori e organizzazioni sindacali la hanno spuntata.
La riunione di lunedì a Pescara con gli assessori al Lavoro e alle Attività Produttive, Fabbiani e Bianchi, insieme all'assessore provinciale al Lavoro, Ermanno Giorgi e al sindaco di Sulmona, Fabio Federico, è l'incipit di un confronto bollente che porterà dritto al vertice convocato per venerdì 23 maggio dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Un incontro spinto da sindacati e politica insieme per affrontare la questione “produttività ed occupazione” della Sitindustrie, l'azienda leader nella produzione di impianti per la dissalazione dell'acqua, sospesa tra la prospettiva di chiusura per la forte concorrenza orientale e la mira, invece, del gruppo proprietario di lanciarsi in un mercato dai costi di produzione più bassi e più vantaggiosi.
Una convocazione quella ministeriale che chiama in causa anche la proprietà, com'è riportato nella lettera inviata qualche giorno fa a istituzioni e sindacati.
Una presenza più che attesa, dalla quale certamente tutti pretenderanno di avere risposte certe sul destino dei 200 lavoratori della Sitindustrie.
Intanto, il fronte delle vertenze occupazionali rischia di esplodere. In settimana il rinvio senza preavviso del tavolo d'incontro regionale per la Cosmo s.p.a, in calendario già da un mese per il 13 aprile. Dura la reazione della Fillea Cgil, che ha chiesto un incontro urgente tra vertici dell'azienda e istituzioni per chiarire il futuro delle maestranze attualmente tagliate fuori dai programmi di reinserimento.
«E' compito delle istituzioni firmatarie degli accordi- ha spiegato la Cgil- di tener conto degli interessi economici e, nel contempo, dei risvolti sociali e considera irrinunciabile per tutti i soggetti coinvolti il perseguimento di obiettivo che rispondono a criteri di equità».
Insomma, prosegue la storia infinita delle vertenze occupazionali, con la politica ritornata a chiedere aiuto per la Valle Pelligna con toni allarmanti.
Dopo l'onorevole Pelino, anche l'assessore provinciale alle Politiche sociali, Teresa Nannarone, ha inviato una missiva direttamente al ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola.
«E' importantissimo che si riprenda subito a lavorare sul Protocollo d'intesa che, allo stato, rappresenta l'unica reale speranza per il territorio della Valle Peligna e dell'Alto Sangro di uscire da una crisi economica e sociale non più sostenibile», ha detto la Nannarone, chiedendo «la riconvocazione urgente del Gruppo di coordinamento per dare continuità al lavoro svolto ed evitare che le aspettative di un intero territorio cadano nel vuoto».
E adesso, dopo i tanti appelli della politica e il vortice dei tavoli di discussione, l'unica speranza è che agli ex lavoratori Finmek, Campari, Cosmo, Lastra, e altri ancora, in cassa integrazione, non si aggiungono quelli della Sitindustrie.
Una mortificazione intollerabile per un territorio che ha appena ritrovato una “guida” politica e che pretende ora che il proprio voto sia speso bene, anche per combattere a denti stretti una battaglia difficile, nella quale usare responsabilità e coscienza politica.
Forse, questo farà dimenticare che, guardando allo scenario della politica nazionale, le autocandidature degli azzurri Pelino e Scelli per un posto da sottosegretario sono svanite in una bolla di sapone.

Angela Di Giorgio 19/05/2008 9.03